Lucca: convegno del Centro Nazionale per il Volontariato. Diffusi i dati nazionali su volontari e organizzazioni

Nel corso della manifestazione il Cnv ha presentato i dati della ricerca, orientata a monitorare la situazione del volontariato in Italia mettendolo a confronto con altri paesi europei. La situazione che si evince è di una diffusione radicata del volontariato, anche se esiste un quadro normativo molto diverso da stato a stato.


826 mila volontari e 21mila organizzazioni. il 10,2% impegnati nella Protezione civile. Questi i risultati di una ricerca del CNV, presentati in occasione del convegno internazionale "Il Volontariato in Europa, la ricerca come strumento per crescere", in programma il 12 e 13 novembre scorso a Lucca.

La ricerca in questione è stata realizzata dal Centro nazionale per il volontariato in collaborazione con il Coordinamento nazionale dei centri di servizio per il volontariato (Csvnet) e altre organizzazioni nazionali. All'inizio del 2010 saranno pubblicati i dati comparati di tutti i paesi europei, che metteranno a confronto le informazioni raccolte in questi ultimi 3 anni.Altri dati molto interessanti per l'Italia sono che il 51,3% delle associazioni è riconosciuto, mentre il 47% non lo è I principali settori nel quale le attività rientrano sono il sociale e assistenziale (31%), seguito da sanità (28,5%) e cultura (13,5%). Concludono la classifica la protezione civile (10,2%) e l'ambiente (4,3%).

Complessivamente i volontari attivi nelle organizzazioni italiane sono poco meno di 1 milione, di cui il 54,4% sono uomini e il 45,6% donne. Più in generale, le risorse umane del terzo settore equivalgono a 868.000 persone così suddivise: 826.000 volontari, 12.000 impiegati, 13.000 collaboratori, 7.000 religiosi, 9.000 volontari in servizio civile. L'età dei volontari comprende un po' tutte le fasce di età, ed è così dussivisa: fra 30 e 54 anni (41,1%), sotto i 29 anni (22,1%). Tra 55 e 64 anni (23,3%). Hanno più di 64 anni il 13,5% dei volontari.

Da questa analisi emerge inoltre che nei paesi dove esiste questo una legge ad hoc, come in Italia, è affermato il valore della gratuità e della partecipazione. In Belgio, ad esempio, la legge sul volontariato (datata 3 luglio 2005) sottolinea che le attività sono volte esclusivamente al benessere della società. In Spagna, la legge (15 gennaio 1996) ha lo scopo di promuovere la partecipazione dei cittadini e programmi di interesse generale. In Gran Bretagna, invece, non c'è alcuna legge di settore ma la libertà di associazione è riconosciuta; fra i criteri che le organizzazioni devono possedere per essere considerate nelle attività di volontariato ci sono l'indipendenza, il non profit, l'autonomia, l'interesse pubblico.

Dalla ricerca emerge inoltre che, con o senza leggi ad hoc, il volontariato è comunque un'attività diffusa e consolidata in Europa. Se in Italia i volontari sono circa 826.000, in Lituania, invece, rappresentano il 3% della popolazione (soprattutto in sanità); in Belgio i volontari sarebbero un milione e mezzo (il 17% della popolazione); nella Repubblica Ceca circa un milione (10% della popolazione). In Francia, invece, i volontari sarebbe 11 milioni (18%), in Spagna circa il 2,8% della popolazione e in Polonia il 4%.


(red)