Macchia sul lago D'Iseo,
Legambiente attacca:
"E' inquinamento"

Una chiazza con un'estensione di quasi tre chilometri è comparsa sabato scorso sulle acque dell'alto lago d'Iseo, tra Pisogne, Costa Volpino, Lovere e Castro. L'Arpa incaricata dei controlli

Scontro tra Legambiente e Comune di Pisogne a causa di una macchia gigantesca, dell'estensione di quasi tre chilometri, che è stata avvistata sul lago d'Iseo. L'associazione ambientalista, preannunciando un esposto in procura, ha denunciato con una serie di foto la presunta fuoriuscita di "liquami e oli fumanti di vario tipo" dallo sfioratore di Pisogne. Lo sversamento sarebbe dovuto a "scarichi fognari e scarichi industriali illeciti mescolati assieme, che hanno - accusa l'associazione - inquinato gravemente tutto l'alto lago d'Iseo".

L'amministrazione di Pisogne, tirata in ballo da Legambiente Basso Sabino, ha replicato sostenendo che il presunto inquinamento non c'è, e ipotizzando - cosi come riporta il Corriere - che la macchia sia dovuta ad un rimescolamento del fondo e delle alghe, causato dalle abbondanti precipitazioni. L'assessore all'ambiente del comune, Elio Musati, ha inoltre dichiarato che "la protezione civile non ha rilevato reflui sospetti in uscita dallo sfioratore".

Nel frattempo I tecnici Arpa hanno provveduto lo scorso 17 aprile a effettuare dei prelievi, e entro qualche giorno I risultati dovrebbero essere disponibili. Una prima ipotesi al vaglio è che la macchia sia dovuta a mucillagine, formatasi a causa dello sbalzo termico dell'acqua. Lo stesso fenomeno si era già verificato un paio di anni fa.

Red - ev