Maltempo, danni per oltre un miliardo

Dieci anni e circa 20 miliardi di euro. E’ quello che secondo Erasmo D'Angelis, coordinatore della struttura di Palazzo Chigi contro il dissesto idrogeologico, sarebbe necessario per realizzare le 9.280 opere che metterebbero in sicurezza l’Italia. Intanto si fa il bilancio dell’ultima alluvione: più di 1 miliardo. Renzi: “Noi in prima fila per riparare i danni”

Passata l'emergenza più grande, si fa la conta dei danni causati dall'ondata di maltempo in Liguria, Piemonte e Sicilia. “In queste regioni supereranno certamente il miliardo di euro" ha detto al Gr1 Rai Erasmo D'Angelis, coordinatore della struttura di Palazzo Chigi contro il dissesto idrogeologico. "Abbiamo migliaia di sfollati nel nord ovest, strade interrotte, ponti crollati e tanti campi coltivati devastati da fiumi e torrenti. Insomma danni importanti" spiega D'Angelis, che poi assicura: "il governo si impegna a mettere a disposizione tutte le risorse che servono. Poi, a lunga scadenza, il tema vero è quello della prevenzione".
Secondo D'Angelis i soldi ci sono ma mancano i progetti. Il 92 per cento delle opere necessarie a difendere l'Italia da alluvioni e frane "non è finanziabile perché manca la progettazione. I soldi ci sono, ma non i progetti esecutivi" ha spiegato D'Angelis a Repubblica. Alcune opere senza progetto, aggiunge, sono in attesa "da 50 anni. C’è un elenco di 9.280 opere considerate indispensabili da regioni e autorità locali per difenderci da frane e allagamenti. Di queste, solo 650 sono immediatamente cantierabili". Colpa “dell'assurdità delle leggi. Se un'opera non ha il progetto non può essere finanziata. Se non me la finanziano io, Comune o Regione, non ho i soldi per fare il progetto". Spiega che ora è stato istituito “un fondo rotativo della presidenza del Consiglio per finanziare la progettazione. Cento milioni per arrivare entro qualche mese ad aprire i cantieri".
Quanto tempo e quanto denaro sono necessari per rimettere in sesto l'Italia? "Una decina d'anni e circa 20 miliardi. Tanto costano le 9.280 opere da realizzare", risponde D’Angelis.
Intanto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, intervistato da alcune tv piemontesi al Lingotto di Torino ha detto che “saremo in prima fila per riparare i danni dell'alluvione. Il Piemonte aveva già fatto molto in questi anni - ha ricordato il premier - tanto che a parità di acqua caduta nel '94 i danni sono stati minori".

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