Maltempo: la situazione dei
fiumi e le allerte di oggi

Sorvegliati speciali di questa ondata di maltempo sono stati, e sono tuttora, i fiumi. In molte regioni alcuni corsi d'acqua hanno rotto gli argini, fortunatamente senza generare particolari danni, e molti altri hanno registrato livelli di piena preoccupanti

Mentre il maltempo abbandona il nord Italia lasciando spazio a numerose schiarite, le piogge si fermano sulle regioni centrali e si espandono a quelle meridionali.

Tra queste già ieri la Campania è stata interessata da abbondanti precipitazioni, infatti il fiume Volturno, che nasce in Molise e scorre nel Casertano, è esondato in diversi punti allagando le campagne che circondano Caserta.
Pochi i pericoli per i centri abitati dell'area che, per fortuna sono quasi tutti situati in zone più alte. Numerose, invece, le aziende agricole in pericolo. Da giorni il Volturno era sorvegliato speciale e, date le piogge ancora in corso sulla regione e previste per la giornata di oggi, la protezione civile e i nuclei di volontari che collaborano con essa sono in stato di allerta, pronti ad intervenire in caso di situazioni pericolose.
La città lungo il Volturno che corre più rischi di tutte è quella di Capua già inondata nel 2005 e precedentemente nel lontano 1965. Prezioso, finora, il lavoro di contenimento attuato dalle dighe di Capriati al Volturno, Ailano e quella di Ponte Annibale, quest'ultima alla periferia di Sant'Angelo in Formis, frazione capuana.

L'ondata di maltempo che ha colpito l'Italia in questi ultimi giorni ha fatto scattare in particolare l'allerta per i fiumi. Ieri infatti moltissimi fiumi hanno registrato ondate di piena, e diversi hanno rotto gli argini in alcuni punti del loro corso.

In Toscana il fiume Brana, nel Pistoiese, è esondato nella zona dei cimiteri a Pistoia e a valle di Badia a Pacciana, al confine con il Comune di Agliana in via Lungo Brana. Il fiume Ombrone, sempre nel Pistoiese, ha raggiunto una portata di acqua di un metro superiore al livello di guardia. La situazione, monitorata dalla protezione civile, non ha causato problemi perchè, per esondare, all'Ombrone mancavano ancora un metro e 20 centimetri. La situazione è comunque tornata alla normalità.
Anche il Serchio, nel lucchese, ha alzato ieri notevolmente il proprio livello di acqua spaventando per una possibile esondazione. Fortunatamente non è successo nulla di grave, ha rotto gli argini solo un affluente del Serchio bloccando un gruppo di turisti all'interno di un agriturismo a Castiglion Fibocchi.

In Emilia-Romagna invece la Protezione Civile ha attivato la fase di attenzione per la piena del Reno fino alle 23 di oggi. Interessati i comuni lungo il fiume da Castel Maggiore (Bologna) a Ravenna. Le piogge dei giorni scorsi hanno causato innalzamenti nel tratto montano e sono possibili modesti danni ad attività agricole in prossimità del fiume e cantieri in alveo.
Il livello idrometrico del fiume Po, effettuato da Coldiretti ieri pomeriggio, è salito tra l'altro ieri e ieri di 1,5 metri per effetto delle intense precipitazioni che hanno provocato la piena di molti suoi affluenti come il fiume Enza ed il Secchia in Emilia.
Infatti sempre in Emilia ieri era allerta per la piena dei due fiumi appena citati. A causa dell'’alto livello delle acque del fiume Secchia è stato chiuso al traffico per tutta la giornata di oggi il ponte Motta a Cavezzo sulla strada provinciale 468, mentre ieri la piena del fiume è transitata da Modena senza problemi.


Infine poi ieri hanno preoccupato notevolmente i livelli del Bacchiglione in Veneto e quelli del Tagliamento, Isonzo e Vipacco (affluente dell'Isonzo) in Friuli.
Il livello del Bacchiglione, la cui esondazione di due anni fa aveva generato una pesante alluvione, era salito ieri di 4 metri a Vicenza, ma la piena è passata mantenendosi a filo di letto senza lambire gli argini.
Mentre questa notte l'Isonzo e il Tagliamento hanno generato diverse preoccupazioni per i friulani. Alcuni problemi si sono generati nell'Isontino dove nel comune di Gradisca diversi rami del fiume hanno rotto gli argini.
La Sala Operativa Regionale della Protezione Civile è in costante contatto con i comuni interessati e con le Prefetture di Udine e Gorizia, con l'Arso di Lubiana e con la Protezione civile slovena per il monitoraggio del deflusso delle piene. In Slovenia infatti si sono registrati pesanti allagamenti.




Redazione/sm