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Maltempo nelle Marche, undici morti e due dispersi

Il Cdm ha dichiarato lo stato di emergenza in Regione e deliberato 5 milioni di euro per le prime necessità. Il Capo dipartimento di protezione civile, Fabrizio Curcio: "quantitativi di acqua veramente straordinari"

Sono andate avanti tutta la notte e ancora procedono le ricerche dei due dispersi nella zona di Barbara e Fabriano a causa dell'alluvione che ha colpito le Marche. Ieri, sabato 17 settembre, è stato ritrovato il corpo di uno dei tre dispersi. Il bilancio è fermo così a undici morti e due dispersi nella provincia di Ancona. Le ricerche dei dispersi, un bimbo di 8 anni, una donna di 56.

Il ritrovamento
Attorno alle 13:00 a Serra de' Conti è stato trovato dai Vigili del Fuoco il corpo del 47enne di Arcevia (Ancona) la cui auto, una Opel Corsa, era già stata trovata dentro il fiume Misa dopo essere stata inghiottita dall'acqua. Mancano ancora all'appello il piccolo Mattia, di 8 anni, e Brunella Chiù, la 56enne che era in auto con la figlia. Sul campo vigili del fuoco - che provengono anche da Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Abruzzo -protezione civile e altri soccorritori sono al lavoro incessantemente anche per fornire aiuti a sfollati e persone che hanno subito danni o hanno avuto case inagibili a causa dell'acqua e del fango. Starebbe invece tornando parzialmente attivo il servizio idrico all'interno di case e attività che era stato interrotto in varie zone da ieri mattina. Si contano vittime ad Ostra, SenigalliaTrecastelli e a Barbara. Completamente isolato il comune di Cantiano in provincia di Pesaro Urbino, dove la pioggia ha trascinato via auto e alberi e trasformato le vie della cittadina in torrenti. Danni anche a Senigallia dove è esondato il fiume Misa. Tanti anche gli sfollati, 150 secondo la Prefettura di Ancona in una nota, spiegando che "la maggior parte di queste persone si trova nel comune di Senigallia, ma il numero è in crescita". "Al riguardo - si legge nel comunicato - sono stati predisposti dalle forze di polizia dedicati servizi di prevenzione e controllo sugli immobili evacuati". In esame anche altre possibili evacuazioni.

Maltempo e nuova allerta
Dal primo pomeriggio di oggi, sabato 17 settembre, ha ripreso a piovere e si è alzato anche il vento sulle zone del Senigalliese colpite dall'alluvione che ha lasciato dietro sé morti, dispersi, sfollati e ingentissimi danni ad abitazioni, mezzi e aziende. La pioggia, alternatasi a schiarite dalle 10, sta cadendo ora copiosamente accompagnata anche da raffiche di vento. La Protezione civile aveva diramato un'allerta meteo gialla "temporali, vento, mare, idraulica e idrogeologica" su tutte le Marche fino a tutta la giornata di oggi. La situazione è in peggioramento anche in altre aree: nello Jesino e nel Fermano. La preoccupazione da parte del sindaco di Senigallia, Massimo Olivetti: "Il problema è che avendo un allerta gialla per vento e pioggia la situazione è grave. Qui sta piovigginando la protezione civile ci dice che pioverà fino alle 16. Il vento ci preoccupa molto, sono previste delle raffiche molto forti". Poche ore fa il Comune di Senigallia ha diramato un avviso dove chiede alla popolazione di "salire ai piani alti e non uscire". Ha comunicato inoltre che “tutte le attività commerciali dell'area alluvionata devono chiudere e consentire riparo ai piani alti”.



Cosa è successo
Ieri, venerdì 16 settembre, il Capo dipartimento di Protezione Civile, Fabrizio Curcio, ha raggiunto i luoghi colpiti dall'alluvione per fare un punto operativo con le forze e le strutture impegnate sul territorio nel soccorso. "Ci sono stati momenti di terrore, con quantitativi di acqua veramente straordinari". Così il capo della Protezione Civile dopo la riunione in prefettura ad Ancona alla quale hanno partecipato anche i vertici dei vigili del fuoco, il capo dipartimento Laura Lega e il capo del corpo Giorgio Parisi. "È piovuto in qualche ora un terzo di quello che normalmente piove in queste zone in un anno - aggiunge - e in alcune zone ha piovuto il doppio di quello che piove in estate. È stato un quantitativo di acqua che si è riversato sui territori in maniera repentina portando scompiglio e morte".Nel corso dell’incontro, il Capo Dipartimento ha poi sottolineato la priorità della ricerca dei dispersi, dell’assistenza alla popolazione e delle attività urgenti per il ripristino della viabilità e dei servizi essenziali, ribadendo la disponibilità all’intervento dell’intero sistema di protezione civile. Nei diversi Comuni colpiti dal maltempo, soprattutto nelle Province di Ancona e di Pesaro e Urbino, sono al lavoro dalla scorsa notte centinaia di uomini e mezzi delle strutture operative territoriali di protezione civile, supportati nelle attività di ricerca e soccorso anche da mezzi aerei dei Vigili del Fuoco e delle Forze Armate. Numerose le criticità che si stanno fronteggiando sul fronte della viabilità, delle forniture di acqua potabile ed energia elettrica, a causa dei danni alle infrastrutture. Terminato l’incontro operativo, il Capo del Dipartimento e il Presidente della Regione Marche hanno iniziato un sopralluogo nelle zone colpite per verificare i bisogni dei territori e valutare gli interventi necessari. Dalle prime rilevazioni è emerso infatti che sull'anconetano in tre ore sarebbe caduta la metà della pioggia che di solito cade nell'arco di un anno. In tutto si sono abbattuti "400 millimetri di pioggia in due, tre ore. È stato un evento estremamente intenso - ha sottolineato -, tutte le forze sono in campo e al lavoro" ha spiegato il responsabile delle emergenze del dipartimento della protezione civile Luigi d'Angelo. Probabilmente, ha aggiunto d'Angelo, "il caldo di questi giorni, scontrandosi con con una cella di aria fredda, ha determinato dei fenomeni così violenti".

Stato di emergenza
Il Consiglio dei ministri ha deliberato lo stato di emergenza per la Regione Marche. "Voglio esprimere il più profondo cordoglio per le vittime dell'alluvione delle Marche ed esprimere la vicinanza mia e del Governo ai familiari delle vittime". Così il presidente del Consiglio Mario Draghi nel corso della conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri che ha dato il via libera al decreto Aiuti ter. "Il capo della protezione civile è sul luogo per fornire tutto il sostegno necessario da parte del governo. Il Cdm ha deliberato 5 milioni di euro per le prime necessità, il governo farà tutto quello che è necessario", ha aggiunto Draghi, ringraziando tutti i soccorritori per il loro coraggio e per la loro assistenza. Adesso il premier Draghi si recherà nelle Marche, ad Ostra in provincia di Ancona, per visitare i territori colpiti dal maltempo e presiedere alle riunioni operative con il coordinamento dei soccorsi e con le le autorità locali. Lo comunica Palazzo Chigi. Ieri, martedì 20 settembre, il Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, Commissario per l’emergenza, ha scritto al Capodipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, per richiedere di estendere anche il territorio maceratese colpito dall’alluvione nella dichiarazione dello stato di emergenza

Solidarietà
In queste ore "sono arrivate le chiamate di sostegno del capo dello Stato Sergio Mattarella e del presidente del Consiglio Mario Draghi", riferisce il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli. "Il presidente Mattarella ha espresso la solidarietà alla nostra comunità e gratitudine a tutti quanti stanno instancabilmente lavorando per i soccorsi - aggiunge -. Draghi ha espresso la sua vicinanza rassicurandomi sul supporto per ogni necessaria esigenza. Il dolore per quanto accaduto è profondo ma la comunità marchigiana è forte e saprà reagire". Inoltre è già in viaggio un primo nucleo di valutazione, con due funzionari dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la Protezione civile dell’Emilia-Romagna, e due volontari che presto potrebbero essere raggiunti da una colonna mobile costituita da una ventina di mezzi (kit idraulici per svuotare cantine, garage e abitazioni; moduli antincendio per la pulizia delle strade; cisterne d’acqua) e circa sessanta volontari. E arriva anche la solidarietà di altre regioni: dalla Toscana al Lazio, dal Trentino al Veneto, dalla Sardegna alla Valle D'Aosta, dalla Lombardia all'Umbria, che si dice pronta alla mobilitazione dei volontari se dovesse rendersi necessario.




Cantiano

Sui social già ieri, giovedì 16 settembre, il sindaco di Cantiano, Alessandro Piccinini, aveva invitato i cittadini a restare in casa. ""Diversi fiumi sono straripati. L'acqua ha invaso le vie centrali del paese. Diverse zone sono già sommerse. La viabilità comunale è interrotta in diversi tratti. Chiusa la statale direzione Gubbio. Invitiamo la cittadinanza a mantenere la calma ed evitare situazioni di rischio". Il comune al momento è ancora isolato, così come un paio di case di riposo. Sempre dai social, questa volta del Comune di Piobbico, arriva la notizia che le forti piogge hanno colpito vari comuni tra cui quelli di Serra Sant'Abbondio, Frontone, Pergola, dove le immagini mostrano un intero quartiere distrutto dall'acqua e ancora il comune di Cagli.


Senigallia

Sottacqua anche Senigallia dove è esondato il fiume Misa "parecchi tronchi di alberi e piante che hanno ostruito il ponte Garibaldi, lì il fiume è esondato sul lato destro", ha detto il direttore della protezione civile regionale delle Marche Stefano Stefoni. "Ci sono esondazioni anche nella zona di Bettolelle - ha aggiunto - e vicino al ponte 2 giugno (ora dedicato alle vittime dell'alluvione del 2014, ndr), che è anch'esso pieno di legna". Qui l'acqua - riferisce LaPresse - ha invaso il reparto di Farmacia dell'ospedale di Senigallia, i farmaci sono stati messi in sicurezza, ma i pazienti vengono dirottati negli altri ospedali: a Fabriano e Jesi. I feriti, secondo un primo conteggio sarebbero 50. I vigili del fuoco, circa 180 uomini, sono intervenuti nella notte per salvare decine di persone rifugiatesi sui tetti delle abitazioni e sugli alberi utilizzando gommoni da rafting. Secondo una prima stima sono stati 150 gli interventi effettuati dai pompieri. 

Aperto fascicolo 
La Procura di Ancona ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e inondazione colposa, al momento a carico di ignoti, sull'alluvione che ha colpito i Comuni della provincia di Ancona dove si contano già 9 morti e quattro dispersi. Intanto per domani è prevista di nuovo allerta giallaLo precisa la prefettura di Ancona: il grado di allerta è, al momento, giallo. Si tratta dello stesso avviso arrivato per la serata di ieri, giovedì 15 settembre. "Ci stiamo preparando per gestire la prossima allerta meteo, che è stata prevista per le prossime ore. Questa volta abbiamo un'allerta meteo, mentre per ieri non c'era stata comunicata", ha dichiarato la sindaca di Ostra, Federica Fanesi, che sta coordinando le operazioni per mettere in sicurezza la popolazione del suo paese, tra i più colpiti dall'alluvione delle Marche. La giunta della regione Marche ha proclamato due giorni di lutto.


Articolo aggiornato alle 11:32 del 21/9

Red/cb
(Fonte: Tgcom, Twitter Vigili del fuoco)