Maltempo: oggi una tregua. Si contano i danni in Abruzzo, Marche e Umbria

Comincia la conta dei danni del maltempo che negli ultimi giorni ha flagellato Marche, Abruzzo e Umbria. Ancora molte le criticità

Il maltempo di questi ultimi giorni è responsabile di innumerevoli danni e disagi sul territorio nazionale. Le situazioni più critiche nelle Marche, in Umbria e in Abruzzo. Non sono mancati allagamenti, esondazioni e frane che hanno imposto in alcuni casi evacuazioni di persone dalle loro abitazioni.

MARCHE - Il Presidente della Regione, Gian Mario Spacca, ha inoltrato al capo del Dipartimento nazionale della Protezione civile, Franco Gabrielli, la richiesta per lo stato di emergenza. Le Marche sono state duramente colpite dalle abbondanti precipitazioni, cadute prima sulla fascia montana e collinare, poi riversatesi sul versante costiero, contemporaneamente interessato da violente mareggiate. Il maltempo oggi concede una tregua, anche se per i prossimi giorni è atteso l'arrivo di un'altra perturbazione. Tregua che consentirà di riorganizzare gli interventi in vista della nuova piovosità.
L'Anas segnala una viabilità "complessivamente tranquilla" sulle arterie di propria competenza, con maggiori criticità nell'Ascolano e in alcune situazioni nel Maceratese. Le Ferrovie evidenziano una regolarità nei collegamenti lungo le tratte "adriatica" e "romana", mentre il Corpo Forestale dello Stato vede impegnate sul territorio 33 pattuglie, in gran parte ora dislocate nel Maceratese, Ascolano e Fermano. Un elicottero del CFS ha sorvolato ieri la Regione per monitorare le maggiori criticità segnalate dalla protezione civile. Anche i Vigili del Fuoco stanno dirottando le proprie unità operative nelle zone meridionali della Marche, interessate dai fenomeni di maggiore intensità. Le situazioni più critiche si segnalano nei bacini del Tronto, del Chienti e del Potenza.

Nel Pesarese il livello di criticità si sta abbassando, anche se permangono situazioni che richiedono un attento monitoraggio, come a Cantiano dove due frazioni sono isolate. La situazione viaria va complessivamente migliorando: rimane chiuso il Passo della Contessa per un'interruzione sul versante umbro, mentre è stato aperto il casello autostradale (in uscita) di Pesaro.
Nell'Anconetano difficoltà si registrano ancora nel fabrianese (è stata riaperta la tratta ferroviaria Fabriano Albacina, rimane chiusa quella verso Pergola).
Nel Maceratese si registra una situazione complessa, con la riapertura di alcune strade e la permanete chiusura di altre. Critica la situazione nello snodo stradale di Sforzacosta, con una ripercussione che interessa praticamente un quarto della viabilità provinciale. Smottamenti vari hanno interessato altre arterie stradali locali, isolando anche alcune aree agricole. Sotto controllo gli invasi, specie quelli che nella notte (come la diga delle Grazie) hanno rilasciato consistenti quantità di acqua. Il presidente della Provincia di Macerata, Antonio Pettinari, ha già inviato la richiesta dello stato di emergenza alla Regione Marche.

Le piogge hanno continuato tutta la giornata di ieri a flagellare le zone dell'Ascolano, aumentando il rischio di frane (almeno 200 eventi , tra frane e smottamenti, si sono registrati lungo la viabilità minore, specie nelle aree interne). La protezione civile sta riaprendo le strade che interessano Castel Trosino, Pianacerro e Vitavello, frazioni di Ascoli Piceno. Attualmente risultano ancora isolate Arola, Pozza e Agore, frazioni che ricadono nel Comune di Acquasanta Terme. Nelle prime due sono a lavoro squadre dei vigili del fuoco e del Comune con ruspe e pale meccaniche per liberare le strade dal fango. Ad Agore, invece, una squadra del Soccorso Alpino raggiungerà a piedi il centro abitato per valutare lo stato di salute delle persone rimaste isolate. Altra emergenza è rappresentata dagli alberi divelti e dagli arbusti che hanno bloccato le paratie di regolazione affluenza acque del fiume Tronto della centrale elettrica dell'Enel di Mozzano. Per far diminuire la criticità in atto, già dal pomeriggio di ieri si è provveduto a liberarle con particolari taglialegna, al fine di far defluire in maniera adeguata il corso fluviale.

ABRUZZO - L'allarme rosso per rischio idrogeologico diramato ieri sta gradualmente rientrando e per oggi si attende una criticità di grado moderato. Se ieri le scuole di ogni ordine e grado sono rimaste chiuse a Pescara, oggi si può tornare sui banchi. In provincia invece, a Città Sant'Angelo, Montesilvano e Penne le scuole rimangono chiuse anche oggi.
Le ferite portate dal maltempo rimangono abbastanza evidenti: frane, comuni isolati, allagamenti a case e scantinati, argini di fiumi spaccati dalla piena, fango e detriti sulle strade in molte zone della provincia di Pescara, ma anche in città comincia la conta dei danni: sono infatti decine le attività commerciali soprattutto a Porta Nuova allagate e con danni ingenti, così come diversi palazzi dove l'acqua in alcuni casi ha raggiunto e superato i 60-70 cm di altezza.

Ieri in serata hanno fatto rientro a casa loro le quasi 2.000 persone evacuate fra Montesilvano e Città Sant'Angelo, nel pescarese, in seguito ai rischi portati dalla piena del fiume Saline e dalla sua esondazione in diversi punti. I fiumi che sono scesi sotto i livelli di guardia e la diga di Penne (Pescara) non è stata aperta come si temeva, ma sono state operate delle piccole aperture controllate per permettere all'acqua di defluire in modo lento e costante.
Intanto i sindaci di Pescara, Montesilvano e Città Sant'Angelo si apprestano a richiedere alla Regione Abruzzo il riconoscimento dello stato di calamità naturale.
Sul Gran Sasso sono isolati i centri abitati di Pietracamela, Intermesoli e Prati di Tivo (in provincia di Teramo) dove è intervenuta la Protezione Civile per valutare quali interventi siano necessari.

Tanti i disagi anche in provincia di Chieti, flagellata da pioggia e vento dalla costa all'entroterra e decine e decine sono stati gli interventi di Vigili del Fuoco, Protezione Civile e forze dell'ordine.

UMBRIA - Tregua oggi anche in Umbria: il maltempo assopisce la sua intensità, ma le criticità permangono. La zona appenninica tra Gualdo e Gubbio è la più colpita. Danni anche nel Ternano e tra Marsciano e Todi. Dall'Alta Valle del Tevere alla Valnerina il territorio è stato duramente ferito e sono ingenti i danni alle aziende lo comunica Coldiretti, che evidenzia colture rovinate, bestiame morto e strutture danneggiate.

Tra le zone più in difficoltà, Gualdo Tadino, dove il sindaco ha chiesto al Prefetto e alla Regione il riconoscimento dello stato di emergenza. Allagamenti, alberi caduti, tegole pericolanti, cumuli di detriti e frane. Le autorità locali chiedono che dopo l'emergenza si lavori per la messa in sicurezza definitiva del territorio.
Interventi della Protezione civile anche a Valtopina, Città di Castello e Gubbio. Ancora interrotta la strada della Contessa e una casa è ancora isolata alla gola di Bottaccione. Nella frazione di Isola Fossara di Costacciaro le strade e le case sono invase dal fango e dai detriti del fiume Sentino. Causa maltempo è crollata anche una casa, disabitata, al centro del paese. Due famiglie sono rimaste isolate.Decine gli interventi anche a Terni: lungo il fiume Nera, nei territori di Ferentillo, Arrone e Terni si sono registrate esondazioni in diversi punti con allagamenti in alcuni terreni e strade secondarie.


Redazione/sm