Fonte prociv archivio

Maltempo, otto vittime. Liguria e Piemonte chiedono lo stato di emergenza

Ritrovate altri 5 vittime in Liguria e la sesta a Limone in Piemonte. Toti e Cirio chiedono al governo lo stato di emergenza. In 24 ore le precipitazioni hanno superato i record storici degli Anni 50

Il maltempo nel Nord Ovest porta il bilancio delle vittime a otto persone. Dopo le due ritrovate ieri mattina, domenica 4 ottobre, (un vigile del fuoco volontario in Valle d'Aosta e un giovane nel Vercellese), sono sei le vittime ritrovate a fine giornata. In totale cinque morti sono stati ritrovati in Liguria: uno lungo il fiume Roya, in località Trucco, frazione di Ventimiglia, un altro ancora a Ventimiglia, sulla spiaggia di passeggiata Oberdan; due a Sanremo, ai Tre Ponti. Il quinto cadavere a Santo Stefano Al Mare (Imperia), nei pressi del porto turistico di Marina degli Aregai. Al momento i corpi non risultano identificati ma, dato che mancano segnalazioni di persone disperse in Liguria e non si tratta di migranti, non si esclude possa trattarsi di persone scomparse in Francia, durante l'ondata di maltempo degli ultimi giorni. La sesta vittima è invece il malgaro di Limone Piemonte (Cuneo) disperso da venerdì 3 ottobre in Val Roya, sul versante francese del Colle di Tenda. A riferire della sua scomparsa, venerdì sera quando la furia del maltempo imperversava, è stato il fratello, tratto in salvo dai vigili del fuoco con quattro pompieri francesi. Si erano rifugiati nel Tunnel del Tenda e per recuperarli è stato necessario l'intervento di una ruspa.

Sempre nella valle Roya oggi un elicottero dei Vigili del Fuoco italiani ha portato a valle una famiglia di 4 malgari, tra i quali due persone anziane, in alpeggio della località Casterino, a Tenda. Un altro malgaro, in un altro alpeggio della zona, ha preferito restare in alta montagna. Si cerca ancora il cacciatore scomparso. E sono riprese a Palestro, in provincia di Pavia, le ricerche del cacciatore disperso, sempre da ieri. L'uomo, residente in provincia di Brescia, era impegnato in una battuta di caccia lungo le rive del Sesia. In seguito all'innalzamento del livello del fiume, il 77enne si è rifugiato in una cascina abbandonata, alla frazione Pizzarrosto di Palestro (Pavia), che è stata poi allagata dal Sesia. 

Recuperate domenica 4 ottobre le 17 persone isolate in Valle Camonica grazie all'intervento di un elicottero dei vigili del fuoco che ha terminato il recupero delle 17 persone rimaste isolate alla frazione Sant'Antonio di Corteno Golgi, in alta Valle Camonica (Brescia). Il distacco di una frana di circa 100 metri per la pioggia forte ieri aveva interrotto l'unica strada verso la frazione. Sul posto, i tecnici che dovranno intervenire nelle prossime ore per ripristinare la strada e mettere in sicurezza l'area. 

Situazione particolarmente grave a Limone in Piemonte. "Una catastrofe", dice il sindaco. Tre ponti crollati. Quello sul Sesia, tra Romagnano e Gattinara, era stato riaperto alle 12 in una diretta Fb dei due sindaci. Gli altri due in Valtrebbia nel Piacentino, sulla statale 45 che collega Piacenza e Genova; e a Bagnasco, nel Cuneese, travolto dal Tanaro. Isolata Omea, tra la provincia di Cuneo e il confine con la Liguria. In Valsesia la piena più grande da 120 anni. A Varallo spariti 200 metri di strada. "Nell'arco di meno di 24 ore, conuna velocità impressionante, è caduta la stessa quantità di acqua che mediamente si registra in un anno a Torino". A sottolinearlo è il sindaco di Varallo (Vercelli), Eraldo Botta,che fa il punto dei danni: il danno più grave è il cedimento di un tratto di strada di circa 200 metri, tra Locarno e Crevola, spazzato via dall'acqua della Sesia. Si tratta del luogo in cui ha perso la vita un giovane di 36 anni di Quarona. 

Il colmo di piena del Po ha raggiunto il livello di 4,64 metri, un valore compreso fra le soglie di criticità di livello 2 (4,50 metri) e 3 (5,50 metri). È quanto emerge dall'ultima rilevazione dell'Agenzia Interregionale per il fiume Po (Aipo). "Il colmo di piena del Po - si legge nella nota dell'Aipo- sta transitando in queste ore a Ponte della Becca con valori nell'intorno della soglia 2 di criticità (moderata, arancione) "e si prevede che dalla zona di Pavia "il colmo transiti a Piacenza nel corso della notte, con livelli di moderata criticità (soglia 2, arancione) e a Cremona nel corso della giornata di domani (5 ottobre), con valori che dovrebbero rimanere al livello 1 di criticità (ordinaria, giallo)". L'Aipo rileva infine che "potranno essere interessate dalla piena le aree golenali aperte" e che "è raccomandata prudenza nelle aree prospicienti il fiume". 

Piemonte e Liguria hanno già chiesto lo stato di emergenza. In 24 ore le precipitazioni hanno superato il record storico dal 1958, causando danni ingenti. L'evento alluvionale che ha colpito il Piemonte è stato caratterizzato da precipitazioni eccezionali su gran parte del territorio, con punte di 630 millimetri a Sambughetto (Verbania), 610 mm a Piedicavallo (Biella) e 580 mm a Limone Piemonte (Cuneo) in sole 24 ore. Le piogge intense e concentrate hanno prodotto estese e diffuse esondazioni dei corsi d'acqua, erosioni spondali e, in alcuni casi, il crollo di ponti. Frane, colate di fango e trasporto di materiale hanno causato danni a infrastrutture viarie e centri abitati. Per alcune ore è stata interrotta l'autostrada Torino-Milano, mentre rimane chiusa la Torino-Aosta, tra Scarmagno e Quincinetto. L'allerta resta arancione in attesa del transito dell'onda di piena, che potrebbe provocare locali allagamenti, e per l'incremento dei livelli del lago Maggiore. Le aree a rischio sono le valli Tanaro, Belbo e Bormida nel Cuneese, lungo il fiume Toce nel Novarese e Verbano, e nella pianura settentrionale. Confermata, invece, l'allerta gialla nel Torinese. 

"La situazione è molto grave. È come il 1994, con la differenza che stavolta in 24 ore sono caduti 630 millimetri di pioggia. Una precipitazione così imponente in un arco di tempo così limitato non succedeva dal 1954". Così, in una intervista alla Stampa, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio."Ho parlato con il presidente della Protezione civile Borrelli, con i ministri Boccia e De Micheli. Martedì, dopo aver visitato tutte le province colpite, sarò a Roma a ribadire che servono al più presto le risorse per ripartire. Mi conforta la telefonata del presidente Mattarella: ha assicurato che lo Stato non ci lascerà soli. È una persona straordinaria, in lui ripongo la massima fiducia"."Il maltempo ha colpito alcune zone molto circoscritte ma con grandissima forza: le vallate del Cuneese a ridosso di Francia e Liguria. E poi Vercelli, Biella. Abbiamo dirottato sulle zone colpite la Protezione Civile delle province meno coinvolte. La risposta è stata rapida ed efficace. Ho sentito il presidente della Liguria Toti: insieme abbiamo concordato la richiesta dello stato d'emergenza, già firmata e inviata a Roma". 

"In Liguria continua senza sosta il lavoro per fronteggiare i danni causati dall’ultima ondata di maltempo. A Triora, l’unica località rimasta isolata a causa di una frana, il Dipartimento nazionale di Protezione Civile su nostra richiesta ha già inviato un nucleo del reggimento Genio dell’Esercito per verificare la fattibilità del ripristino della viabilità della strada provinciale, che speriamo avvenga al più presto. Ad Airole invece in sole 24 ore abbiamo reso transitabile per i mezzi di soccorso il tratto danneggiato della statale 20 e entro domani la strada tornerà percorribile da tutti a senso unico alternato. Sabato 3 ottobre in tutta la Regione avevamo 20mila utenze elettriche fuori servizio, in 24 ore 15mila sono state sistemate e le restanti 5mila verranno ripristinate in mattinata. Mentre continuiamo a lavorare per tornare al più presto alla normalità, ricordiamoci di non abbassare la guardia: tra poco il centro e tutto il levante ligure torneranno in allerta gialla per temporali fino alla mezzanotte di oggi. Grazie a previsori, tecnici e volontari della nostra Protezione Civile per lo straordinario lavoro che stanno facendo anche in queste ore. Come sempre massima attenzione". Lo scrive su Facebook il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti. 

Intanto a Casarza Ligure, dopo la frana si ragiona sulle possibili soluzioni. "Siamo molto preoccupati, la frana è attiva. Non è possibile tamponarla, è necessario fare un intervento definitivo". Così ai microfoni di RaiNews24 il vice sindaco di Casarza Ligure (Genova), Maurizio Miglietta. Il terreno non è sicuro e sotto la strada si sta formando una rientranza che rischia di cedere. "E' l'unica via principale del paese, da qui transitano gli scuolabus e i pullman di linea - spiega -. Rimarremo isolati, c'è da fare per forza l'intervento. Il paese è ferito: la piazza è stata sommersa dalla frana. Abbiamo una strada sterrata di 10 chilometri che ci collega col paese confinante ma anche quella è inagibile".

Red/cb
(Fonte: Rai News)