''Mare Nostrum": i dubbi e le domande di Amnesty International

Conciliare controllo delle frontiere e soccorso in mare, due attività che non è detto che vadano di pari passo, secondo Amnesty

Conciliare controllo delle frontiere e soccorso in mare. Possibile? E' quanto si chiede Amnesty International, l'organizzazione che si occupa nel mondo dei diritti di chi spesso non ha voce: migranti, profughi, poveri. Da qualche giorno la lente d'ingrandimento di Amnesty si è concentrata sull'Italia. Da quando il Governo, dopo i tragici sbarchi di Lampedusa, ha annunciato il rafforzamento delle unità navali che presidiano il Mediterraneo a sud della Sicilia. Un operazione chiamata "Mare Nostrum", presentata il 4 ottobre, definita "militare e umanitaria" e dichiaratamente mirata al rafforzamento dell'attività di sorveglianza e soccorso nel mar Mediterraneo. E' proprio questa doppia componente a suscitare le domande di Amnesty.
"L'annuncio dell'avvio di Mare nostrum da parte del governo italiano solleva subito commenti e domande", ha dichiarato Amnesty International Italia. "In particolare, nella descrizione delle operazioni da parte del vice presidente del Consiglio Alfano e di altri esponenti istituzionali si è fatta menzione di due distinte funzioni: il controllo delle frontiere, con riferimento esplicito all'effetto di deterrenza e il soccorso in mare: è positivo che le autorità italiane si stiano dando in modo chiaro l'obiettivo di rafforzare il soccorso in mare, anche attraverso un più accurato monitoraggio dello spazio interessato". Ma, secondo l'organizzazione, è ritiene fondamentale "sapere come l'aspetto del soccorso in mare sarà conciliato con quello del controllo delle frontiere: soprattutto, occorrono maggiori dettagli sulle "regole del gioco, ossia di cosa fare nelle diverse situazioni" da definire "di concerto con i ministeri competenti", come dichiarato nella conferenza stampa di presentazione dell'operazione".
Dubbi in parte già emersi durante la conferenza stampa dal vice presidente del Consiglio e ministro dell'Interno Angelino Alfano e dal ministro della Difesa Mario Mauro, assieme al capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli e al comandante delle Capitanerie di porto, ammiraglio ispettore capo Felicio Angrisano, dove è stato dato l'annuncio. Ma chiariti dal Governo assicurando che "maggiore controllo garantisce anche più sicurezza a chi intraprende un viaggio dalle troppe incognite".


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