(foto: Il Giornale della Protezione Civile.it)

Mattoni a fumetti solidali per l'Emilia. Intervista a Massimo Bonfatti

Veri e propri mattoni vengono disegnati da famosi autori e fumettisti e poi venduti online. Il ricavato viene interamente donato a favore dell'Emilia colpita dal sisma del 2012. Il fumettista Massimo Bonfatti ci racconta l'iniziativa, "Mattoni a fumetti per i terremotati dell'Emilia"

"Tutto quello che guadagniamo viene scrupolosamente resocontato sul sito e poi va in donazioni per le scuole terremotate". Così Massimo Bonfatti, uno dei più grandi fumettisti italiani che ha disegnato strisce per Cattivik e Lupo Alberto, sintetizza l'iniziativa "Mattoni a fumetti per i terremotati dell'Emilia" con cui, dal 2012, si stanno raccogliendo fondi per sostenere la ricostruzione.

Abbiamo incontrato Massimo alla Fiera del Libro per Ragazzi, conclusasi ieri a Bologna, in uno stand dove venivano esposti e creati i "mattoni d'autore" e ci siamo fatti raccontare questa bella iniziativa di solidarietà.

Massimo, com'è iniziata questa avventura del mattone a fumetti?
"Il progetto è nato nella primavera-inizio estate del 2012 assieme alla Comix Community, una associazione di appassionati di fumetti di Reggio Emilia. Eravamo a Modena in fase organizzativa del Bonvi Parken - un'iniziativa di fumetti - e in quei giorni ci son state le prime scosse di terremoto. Vista subito la serietà della situazione abbiamo deciso di fare qualcosa a beneficio dei terremotati e per connotare l'iniziativa di un valore anche simbolico abbiam pensato subito all'utilizzo dei mattoni. Uno dei nostri amici fumettisti, Davide Barzi, è anche uno sceneggiatore che stava facendo i primi episodi della versione a fumetti ufficiale di Peppone e Don Camillo e ci ha suggerito di usare questi personaggi come testimonial dell'iniziativa, a simboleggiare l'emilianità e il bisogno di darsi una mano reciprocamente. Nei primi raduni di fumettistica gli autori hanno disegnato sui mattoni e poi abbiamo proceduto col venderli. Ovunque siamo andati abbiamo ricevuto feedback positivi e questo ci ha fatto capire che la solidarietà esiste e che quando un'idea è buona e onesta funziona".

Chi ha sostenuto il vostro progetto?
"A settembre scorso una rappresentanza ristretta del direttivo Comix Comunity ha deliberato e quindi verbalizzato ufficialmente il distacco dell'associazione dall'iniziativa mattoni. Adesso però siamo sostenuti dalla più grande fumetteria di Bologna, Alessandro e Distribuzioni. La moglie del proprietario infatti è originaria di uno dei paesi terremotati e si è offerta di spedire gratuitamente tutti i mattoni che vengono venduti online. Un altro grosso aiuto è arrivato da Francesco Guccini, amante di fumetti e dell'Emilia, che ha deciso di fare da testimonial all'iniziativa. Grazie a questi appoggi noi contiamo di intraprendere la strada per la fase finale dell'iniziativa. Siamo contenti di aver tenuto botta per tutto questo tempo nel tenere in piedi questa iniziativa e adesso la vogliamo finire bene, divertendoci, vendendo il maggior numero di mattoni, facendo il più possibile donazioni alle scuole e lasciando una traccia!"

Avete già in mente come chiudere il tutto?
"Stiamo cercando un Comune all'interno del cratere sismico nel quale costruire una struttura in muratura che rimarrà nel tempo - avevamo pensato ad una pista di biglie di 20-30 metri quadrati invece del classico muro in mattoni - da rivestire con piastrelle in ceramica raffiguranti tutti i mattoni che abbiamo creato. Le piastrelle saranno realizzate da "Forme 2000", una ceramica artistica, che riprodurrà tutti appunto i mattoni disegnati da artisti, fumettisti e giovani talenti. La struttura diventerebbe un monumento alla solidarietà, un'opera d'arte collettiva e contemporaneamente una cosa bella e divertente con cui si possa giocare. La struttura deve essere costruita a costo zero per il Comune e stiamo infatti cercando gli sponsor che collaboreranno con noi a titolo totalmente gratuito. Non riusciremo a realizzare il progetto per il secondo anniversario del sisma, ma sicuramente per l'anno dopo".

Ad ora quanti mattoni siete riusciti a vendere?
"Più o meno 350 mattoni tutti al prezzo di 50€".

Avete già realizzato delle donazioni?
"Sì per alcune scuole della zona terremotata, ad esempio Reggiolo e Bomporto. Normalmente quando facciamo una donazione chiediamo a una delle scuole colpite nell'area del cratere sismico cosa vogliono comprare con i soldi che siamo riusciti a racimolare. Loro ci fanno una lista, noi compriamo il materiale e mettiamo online tutti gli scontrini e le fatture. La prima donazione invece la facemmo per un'Associazione nata nei giorni post sisma e con lo scopo di acquistare il mobilio per i terremotati che avevano perso la casa. Le nostre donazioni sono modeste, sono più simboliche che pratiche: qualche migliaia di euro non fa una gran differenza per una scuola danneggiata. Però le scuole ci hanno ringraziato e per noi questo è un premio. Purtroppo generalmente, dopo l'emergenza, i riflettori tendono ad allontanarsi e la gente ha paura che ci si dimentichi di loro. I traumi che si subiscono in queste situazioni durano molti anni e in alcuni casi tutta la vita. Per questo la nostra iniziativa continua a portare avanti questo contributo solidale e ne abbiamo anche altre in mente".

Per concludere con una curiosità: i primi mattoni che avete disegnato venivano direttamente dalle macerie delle aree terremotate?
"Non so se in realtà posso dirlo, ma l'allora Presidente della Comix Community, uno degli ideatori dell'iniziativa, si trovò in quei giorni a lavorare in un edificio di Reggio Emilia. Nello scantinato c'era un mucchio di mattoni abbandonato da decenni e lui lo ha caricato sul furgone. Quelli sono stati i primi mattoni disegnati. Sono stati rubati sì, ma a fin di bene. Spero che ci perdoneranno e non ci incrimineranno per questo".


Sarah Murru