Prof. Giuseppe Puglisi, INGV Catania, coordinatore progetto MED SUV

MED-SUV: Europa e USA
studiano i vulcani italiani

Oggi e domani l'avvio operativo di MED-SUV, il progetto internazionale di monitoraggio e studio delle attività vulcaniche e delle strategie di mitigazione del rischio, che coinvolge 24 partners e che verrà sviluppato nei supersiti vulcanici italiani dei Campi Flegrei - Vesuvio e dell'Etna

Si chiama MED-SUV MEDiterranean SUpersite Volcanoes il progetto internazionale che per 3 anni sorveglierà due importanti siti vulcanici del nostro Paese e che si occuperà principalmente dello sviluppo del monitoraggio delle attività vulcaniche e della formulazione di strategie per la preparazione e mitigazione della pericolosità ad esse correlate.
Il progetto sarà realizzato da
sette paesi europei (Italia, Germania, Spagna, Portogallo, Gran Bretagna, Francia e Malta) e due americani, tramite un consorzio di 24 partners. Per l'Italia parteciperanno l'INGV, che coordinerà il progetto (coordinatore Dott. Giuseppe Puglisi, INGV di Catania - Osservatorio Etneo), il Dipartimento della Protezione civile, il CNR, l'Università di Milano, l'AMRA, oltre a tre piccole-medie aziende nazionali.

Le attività previste nel progetto MED-SUV saranno svolte sui due supersites italiani, e cioè i vulcani dei Campi Flegrei / Vesuvio e dell'Etna. La scelta di questa due aree si deve alla loro diversità:
i Campi Flegrei / Vesuvio rappresentano l'archetipo di sistemi vulcanici a condotto chiuso, mentre l'Etna quello dei sistemi a condotto aperto.

"In un sistema vulcanico a condotto aperto - ci spiega a questo riguardo il coordinatore del progetto, Dott. Puglisi -  il magma che si trova all'interno del sistema di alimentazione interagisce in maniera più o meno diretta con l'atmosfera, producendo una serie di fenomeni vulcanici che vanno dal semplice degassamento all'attività esplosiva, più o meno violenta e continua, alle colate laviche; la dinamica dei magmi del sistema di alimentazione e conseguentemente dei fenomeni vulcanici è in genere piuttosto attiva, e si evolve in breve tempo (cioè nell'arco giorni, di mesi o comunque pochi anni) da una fenomenologia ad un'altra.
In un sistema vulcanico a condotto chiuso, viceversa, il magma che staziona in profondità all'interno delle 'camere magmatiche', non è in collegamento diretto con l'atmosfera ed il suo arrivo in superficie richiede la rottura di una copertura di roccia (spesso costituita dai prodotti dello stesso vulcano); in queste condizioni il fenomeno vulcanico prevalente è l'attività di degassamento (fumarole) e l'evoluzione verso vere e proprie eruzioni, cioè di arrivo di magma in superficie, ha una evoluzione in genere lenta".  
Ecco perchè questi due sistemi vulcanici così diversi permetteranno lo sviluppo di conoscenze vulcanologiche di base e specifiche di validità mondiale.

"Le attività del progetto MED-SUV - spiega l'INGV - mirano all'ottimizzazione delle infrastrutture INGV già esistenti in quelle aree ed alla loro integrazione con i dati satellitari, all'implementazione di nuovi sistemi e metodi per il monitoraggio e lo studio dei fenomeni vulcanici, allo sviluppo di nuovi metodi per la gestione della pericolosità vulcanica e per migliorare la consapevolezza e preparazione degli abitanti di tali aree nel conoscere e fronteggiare eventuali calamità di natura vulcanica".

Gli obiettivi di MED-SUV possono quindi essere sintetizzati in cinque linee guida tecnico-scientifiche:
-sviluppo di sistemi di sorveglianza e monitoraggio di ultima generazione
-caratterizzazione dei processi vulcanici attraverso l'analisi avanzata dei dati raccolti e della modellazione dei processi
-formulazione di strategie per la preparazione e mitigazione della pericolosità derivata dai fenomeni vulcanici
-validazione dei risultati ottenuti
-disseminazione dei prodotti finali.


"Le ricadute del progetto - spiega ancora l'INGV - riguarderanno non solo ambiti scientifici e di protezione civile, ma anche quelli industriali, essendo coinvolte nelle attività del progetto quattro piccole e medie imprese (3 italiane e 1 straniera), che parteciparanno allo sviluppo di nuovi sistemi di monitoraggio, quindi con contributi tecnico-scientifici".

Il progetto ha avuto inizio, formalmente, l'1 giugno 2013. Oggi 3 e domani  4 luglio, presso la sede dell'Osservatorio Vesuviano dell'INGV a Napoli, verranno presentate e avviate le attività che saranno svolte nell'ambito dei trentasei mesi di progetto.

"l progetti come il MED-SUV - ci dice infine il Dott. Puglisi - hanno l'obiettivo di migliorare sia la conoscenza dei fenomeni che producono pericolo, sia il collegamento tra la comunità scientfica e chi ha la responsabilità di prendere le decisioni per la protezione della popolazione, tant'è che MED-SUV, come altri progetti simili attualmente attivi in Europa, coinvolge anche le agenzie di protezione civile. Ovviamente, noi, enti di ricerca, università, scienziati, non abbiamo la facoltà di pretendere che le nostre indicazioni siano condivise e/o adottate. Ma, come semplice cittadino, mi aspetterei che i risultati di questi progetti venissero effettivamente sfruttati da chi deve prendere le decisioni sulla gestione del rischio".





Patrizia Calzolari