Siccità in Basilicata (credit foto: Nicola Paolicelli - Wikimedia Commons)

Meno piogge ma più intense. Gli ultimi 200 anni di precipitazioni in Italia

Le minori quantità di pioggia si registrano soprattutto in Pianura Padana e nell’Alto Adriatico. Gli eventi più estremi, cioè i picchi di maggiore intensità delle precipitazioni, emergono nella stessa area con valori massimi intorno al 1870, 1930 e 2003

Secondo i risultati di uno studio dell’Università di Pisa, in Italia piove meno ma in modo più violento. Si tratta del quadro delineato da un nuovo studio dell’Università di Pisa, firmato da Marco Luppichini e Monica Bini del Dipartimento di Scienze della Terra e pubblicato sulla rivista internazionale Atmospheric Research.

La ricerca ha analizzato per la prima volta più di 200 anni di dati pluviometrici per ricostruire l’evoluzione delle piogge in sei grandi aree climatiche italiane. Le minori quantità di pioggia si registrano soprattutto in Pianura Padana e nell’Alto Adriatico.

Gli eventi più estremi, cioè i picchi di maggiore intensità delle precipitazioni, emergono nella stessa area con valori massimi intorno al 1870, 1930 e 2003. Un aumento marcato dell’intensità delle precipitazioni riguarda anche le regioni liguri-tirreniche, comprese Toscana e Lazio.

Secondo i ricercatori, la causa principale di questo cambiamento è il riscaldamento globale, che sta modificando il modo in cui circolano le masse d’aria sopra l’Europa e il Mediterraneo.

Le perturbazioni atlantiche arrivano meno spesso in Italia perché alcune grandi configurazioni atmosferiche, come l’anticiclone delle Azzorre, sono diventate più forti e bloccano le piogge. Allo stesso tempo, si è indebolito il sistema ciclonico del Golfo di Genova, che normalmente porta molta della pioggia nella penisola. Al quadro si aggiunge un Mediterraneo sempre più caldo che genera umidità ed energia a livello atmosferiche.

La combinazione, meno piogge ma più intense, delinea scenari futuri complessi - spiega Marco Luppichini - da un lato, il calo della precipitazione media riduce la capacità di ricarica delle falde, accentua la siccità estiva e mette sotto pressione i sistemi idrici. Dall’altro, l’aumento dell’intensità degli eventi meteorici amplifica la possibilità di frane, alluvioni improvvise e sovraccarichi delle infrastrutture urbane.


RED/MT 

Fonte Adnkronos