(fonte immagine: DPC)

MEOSAR: un satellite individua
le persone in difficoltà

Il nostro Paese parteciperà alla sperimentazione del sistema satellitare MEOSAR, finalizzato alla rilevazione e localizzazione delle persone in situazioni di pericolo. La sperimentazione inizierà nel 2013 e MEOSAR entrerà in servizio nel 2018

L'Italia, attraverso la stazione satellitare del sistema Cospas-Sarsat attiva nella sede di Bari della Capitaneria di Porto, partecipa alla sperimentazione del sistema satellitare MEOSAR - Medium Earth Orbit Satellite technology, progettato per migliorare la capacità di rilevazione e localizzazione delle persone in situazioni di pericolo. La stazione è gestita da personale della Guardia Costiera e finanziata dal Dipartimento della Protezione Civile.
Il Cospas-Sarsat è un sistema satellitare internazionale ideato negli anni ‘70, progettato per assistere le operazioni di ricerca e soccorso in mare, fornendo rapidamente alle squade di ricerca e soccorso, i dati di localizzazione di navi e aerei in pericolo. La stazione satellitare italiana di Bari, al 30 settembre 2012, ha trattato circa 1.750 eventi, in cui sono state salvate 33 persone.

"Il 49° Consiglio del Programma internazionale Cospas-Sarsat - si legge in una nota informativa del DPC - si è tenuto in Canada dal 22 al 26 ottobre, e ha  individuato anche l'Italia tra gli Stati che partecipano alla fase di dimostrazione e valutazione del sistema.

Dal 1° gennaio 2013, e per i due anni successivi, la stazione satellitare italiana di Bari sarà impegnata nella raccolta, nell'analisi e nella distribuzione dei dati ricevuti dai satelliti di nuova generazione Galileo, capaci di localizzare i trasmettitori di emergenza sin dal primo impulso emesso, fornendo in breve tempo la posizione geografica.
La fase dimostrativa è il primo passo verso il riconoscimento ufficiale del nuovo sistema MEOSAR, che entrerà in servizio nel 2018, dopo il superamento di altre due fasi di test, per poi essere messo a disposizione dei Centri di controllo missioni di tutto il mondo.

L'Italia, aderendo al programma, si è impegnata a diramare i messaggi di allarme di soccorso a tutte le Nazioni comprese nella propria area di servizio: Albania, Bosnia e Erzegovina, Cipro, Croazia, Eritrea, Etiopia, Israele, Kenia, Macedonia, Malta, Slovenia, Somalia, Sudan, Serbia e Montenegro".


red/pc