Metano dall'Algeria
attraverso il Mediterraneo

830 chilometri di condutture sottomarine, nel Mediterraneo, a profondità mai raggiunte prima. Ma il progetto Galsi è sicuro?

Gas metano dall'Algeria alla Toscana in una conduttura sottomarina: dopo il si - qualche giorno fa della Regione Toscana - il progetto sta per intraprendere la via ministeriale, ovvero l'iter che servirà ad ottenere tutte le autorizzazioni necessarie per l'avvio del cantiere. Un punto in particolare resta da definire, ed è ciò che la Regione Toscana chiama "l'operatività delle compensazioni".

Infatti, due sono i tipi di compensazione richiesti: la realizzazione di una condotta sottomarina
da Piombino all'Elba per consentire la metanizzazione dell'isola e "la creazione di un contesto favorevole ad imprese toscane o che intendano collocarsi in Toscana, attraverso la possibilità di accede re a forniture di gas metano a prezzi vantaggiosi, pur nel rispetto della tutela della concorrenza". Insomma, fuori dal burocratese, servizi agli elbani e garanzie per il tessuto economico locale.


"Il progetto Galsi è un'opera importante - ha commentato l'assessore regionale all'Ambiente e all'Energia Anna Rita Bramerini - . In questi mesi abbiamo fatto un lavoro proficuo e intenso con Galsi, il Ministero dell'ambiente, con la Provincia di Livorno e il comune di Piombino affinché venissero prodotte modifiche progettuali per rendere l'opera più compatibile con il territorio".

Galsi è l'acronimo di Gasdotto Algeria Sardegna Italia; come si legge su Wikipedia, "il metanodotto sarà lungo 830 km circa, di cui 270 km saranno su terra in Sardegna ed i restanti 560 km offshore nel Mar Mediterraneo. Il tracciato partirà dalla stazione di compressione di Annaba in territorio algerino approdando a Porto Botte, in Sardegna; da qui risalirà verso nord riprendendo il mare nei pressi della stazione di compressione di Olbia per approdare, infine, in Toscana, vicino a Piombino. Il punto di massima profondità che dovrebbe essere raggiunto, 2.824 m, ne farà il gasdotto più profondo mai realizzato al mondo. Il suo diametro sarà di 26" per il tratto onshore fra Algeria e Sardegna, di 42" sul territorio sardo e di 32" nel braccio di mare fra Sardegna e Toscana".

Dunque non si può che essere d'accordo con l'assessore toscano nel giudizio di merito: Galsi è un'opera importante, nonché particolarmente invasiva - raggiunge profondità marine inedite - : è lecito quindi chiedersi se eventi naturali nel Mediterraneo, o ancora meglio nel sottosuolo, non possano minarne la sicurezza. D'altra parte il bacino del Mediterraneo, nella zona dello Stretto di Gibilterra, è l'unico punto di incontro della placca africana con quella euroasiatica: è risaputo come queste "zone di confine" del sottosuolo siano associate spesso a fenomeni sismici.

Gianni Zecca