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MFS contro accordo Ue/Turchia: non accettiamo più fondi dall'Europa

In una conferenza stampa che si è tenuta venerdì scorso a Bruxelles, Medici Senza Frontiere (Organizzazione medico-umanitaria che ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace nel 1999) ha annunciato che non prenderà più fondi dall'Unione Europea e dai suoi stati membri, in opposizione alle loro dannose politiche di deterrenza sulla migrazione

L'organizzazione medico-umanitaria Medici Senza Frontiere (MSF) ha annunciato venerdì scorso, in una conferenza stampa che si è tenuta a Bruxelles, che non prenderà più fondi da parte dell'Unione Europea e dei suoi stati membri, in opposizione alle loro dannose politiche di deterrenza sulla migrazione e ai sempre maggiori tentativi di allontanare le persone e le loro sofferenze dalle frontiere europee. Questa decisione avrà effetto immediato e si applicherà ai progetti di MSF in tutto il mondo. In Italia MSF non riceve fondi istituzionali e tutti i fondi raccolti provengono da donazioni private di individui, fondazioni e imprese selezionate. A livello internazionale, i fondi raccolti da MSF derivano per il 92% da donazioni private, mentre una parte minoritaria di risorse, che vengono utilizzate in programmi specifici, proviene anche da fondi istituzionali.

Tre mesi dopo l'entrata in vigore dell'accordo tra UE e Turchia, che i governi europei plaudono come un successo, le persone bisognose di protezione ne pagano il vero costo umano. Più di 8.000 persone, tra cui centinaia di minori non accompagnati, sono bloccate sulle sole isole greche come diretta conseguenza dell'accordo. Hanno vissuto in condizioni disastrose, in campi sovraffollati, a volte per mesi. Temono un ritorno forzato in Turchia e sono ancora prive di assistenza legale, la loro unica difesa contro un'espulsione collettiva. La maggior parte di queste famiglie, che l'Europa ha stabilito di tenere fuori dalla propria vista, è fuggita dai conflitti in Siria, Iraq e Afghanistan.

"Per mesi MSF ha denunciato la vergognosa risposta europea, concentrata sulla deterrenza invece che sulla necessità di fornire alle persone l'assistenza e la protezione di cui hanno bisogno", dichiara Jerome Oberreit, segretario generale internazionale di Medici Senza Frontiere - "L'accordo UE-Turchia è un passo avanti in questa direzione e ha messo in pericolo il concetto stesso di ‘rifugiato' e la protezione che offre".

La scorsa settimana la Commissione europea ha presentato una nuova proposta per replicare la logica dell'intesa UE-Turchia in oltre 16 paesi in Africa e Medio Oriente. Gli accordi imporrebbero tagli commerciali e agli aiuti allo sviluppo per quei paesi che non arginano la migrazione verso l'Europa o che non facilitano i rimpatri forzati, premiando quelli che lo fanno. Tra questi potenziali partner ci sono la Somalia, l'Eritrea, il Sudan e l'Afghanistan - quattro dei primi dieci paesi di origine dei rifugiati.

"Tutto ciò che l'Europa ha da offrire ai rifugiati è costringerli a restare nei paesi da cui cercano disperatamente di fuggire? Ancora una volta, l'obiettivo principale dell'Europa non è proteggere le persone, ma tenerle lontane nel modo più efficace", prosegue Jerome Oberreit.

L'accordo UE-Turchia costituisce un pericoloso precedente per altri Paesi che ospitano rifugiati, perché lascia intendere che prendersi cura di chi è costretto ad abbandonare la propria casa è facoltativo e che ci si può comprare un'alternativa per non fornire asilo.

Filippo Grandi, Alto Commissario Onu per i rifugiati, in occasione della "Giornata mondiale del rifugiato", che si celebra oggi, ha rilasciato una dichiarazione alla stampa in cui dichiara, fra le altre cose: "L'UNHCR vede il 2016 come un momento di svolta per la causa dei rifugiati. Mentre le guerre rappresentano una spirale fuori controllo, riteniamo che questo debba essere un anno per assumersi responsabilità collettiva e di azione per porre fine ai conflitti che costringono le persone a fuggire e anche per aiutare i milioni di persone le cui vite sono state distrutte da questa violenza. I leader mondiali non possono più restare a guardare in modo passivo mentre tante vite sono ingiustificatamente perse. Dobbiamo essere intelligenti nel trovare soluzioni per aiutare i rifugiati. Dobbiamo trovare mezzi dignitosi e umani per far sì che i rifugiati non siano costretti a rischiare la propria vita e quella delle loro famiglie ricorrendo a spietati trafficanti o affidandosi a imbarcazioni fragili nel tentativo di mettersi in salvo".

red/lg

fonte: MSF - UNHCR