Microzonazione sismica:
uno studio per L'Aquila

Sul sito del Dipartimento della Protezione Civile è disponibile il volume "Microzonazione simica per la ricostruzione dell'area aquilana"

È disponibile online, scaricabile dal sito del Dipartimento della Protezione Civile, il volume "Microzonazione sismica per la ricostruzione dell'area aquilana". La pubblicazione è il risultato di uno studio promosso e coordinato dal Dipartimento con la Regione Abruzzo, che ha coinvolto 150 tra ricercatori e tecnici di dieci Università italiane, otto istituti di ricerca, l'Ordine dei Geologi dell'Abruzzo, la Provincia Autonoma di Trento e, oltre all'Abruzzo, le Regioni Emilia-Romagna, Lazio e Toscana.

Il volume è articolato in quattro parti: dopo un primo inquadramento della geologia e della pericolosità sismica dell'area aquilana, vengono descritti contenuti e metodi degli studi di microzonazione sismica, e vengono fornite le documentazioni complete delle indagini svolte, oltre ad elaborazioni numeriche e cartografiche; infine, viene affrontato il tema dei rapporti tra gli studi di microzonazione sismica e la pianificazione urbanistica.

Come spiega il Dipartimento, si tratta di uno degli studi di questo tipo più avanzati al mondo, ed è stato realizzato in tempi estremamente rapidi. Seguendo gli "Indirizzi e criteri per la Microzonazione sismica", approvati a fine 2008 dal Dipartimento della Protezione Civile e dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, gli studi di microzonazione hanno consentito di caratterizzare in prospettiva sismica il territorio dei comuni maggiormente colpiti dal terremoto del 6 aprile.

La Microzonazione sismica è fondamentale per il governo del territorio
: come spiega il Dipartimento della Protezione Civile serve ad orientare le scelte di progettazione e individuare le aree per nuovi insediamenti, definire gli interventi ammissibili in una determinata area e pianificare in emergenza. Inoltre, in seguito ad eventi distruttivi (come quello che ha colpito L'Aquila) la Microzonazione sismica si rivela uno strumento indispensabile per la ricostruzione post-sisma dei centri abitati.



Redazione