fonte foto: Marina Militare

Migranti: il Viminale incontra le Ong per la firma del "Codice di condotta"

Divide il codice di condotta elaborato dal Viminale per le ONG impegnate nelle operazioni di salvataggio dei migranti: ieri l'incontro per la sottoscrizione del documento ha incassato l'ok di Moas e Save the children e il no di Medici senza frontiere

Si è svolto ieri al Viminale l'incontro programmato (il terzo) per la firma del Codice di condotta per le Organizzazioni non governative (Ong) impegnate nelle operazioni di salvataggio dei migranti in mare. Durante l'incontro il ministero ha nuovamente rappresentate le ragioni che hanno ispirato la redazione del Codice, la posizione pienamente concorde di tutti i Paesi dell'Unione già espressa a Tallinn e l'intesa con la Commissione che ha seguito la redazione e la messa a punto del documento. Il documento, un codice di comportamento in 13 punti, è stato sottoscritto da Migrant offshore aid station (Moas) e Save the children, mentre Proactiva open arms ha fatto pervenire una comunicazione con la quale ha annunciato la volontà di sottoscrivere l'accordo. Al contrario l'organizzazione Médecins sans frontiere - Medici senza frontiere (Msf) ha consegnato una lettera diretta al ministro dell'interno Marco Minniti, con la quale, nel prendere atto dell'esemplare ruolo svolto dall'Italia, ha messo in luce che i principi umanitari di indipendenza, imparzialità e neutralità non hanno consentito la firma assieme alle altre organizzazioni. Ciò nonostante hanno ritenuto liberamente di adeguarsi alla gran parte dei principi del Codice da loro condivisi. Non hanno preso parte: Sea watch, Sea eye, Association europeenne de sauvetage en mer (Sos mediterranee), mentre Jugend Rettet non ha firmato.
"In conclusione - scrive il Viminale - è stato fatto presente che l'adesione avrebbe consentito di essere parte di un sistema istituzionale finalizzato al soccorso in mare, all'accoglienza e alla lotta al traffico degli esseri umani, senza in nessun modo interferire nei principi fondanti le singole organizzazioni.
"L'aver rifiutato l'accettazione e la firma - sottolinea il ministero - pone quelle organizzazioni non governative fuori dal sistema organizzato per il salvataggio in mare, con tutte le conseguenze del caso concreto che potranno determinarsi a partire dalla sicurezza delle imbarcazioni stesse. In una condizione diversa, saranno invece parte integrante le ONG che hanno sottoscritto il Codice".


Questi gli impegni chiesti dal Viminale alle Ong:
• non entrare nelle acque libiche, "salvo in situazioni di grave ed imminente pericolo" e non ostacolare l'attività della Guardia costiera libica;
• non spegnere o ritardare la trasmissione dei segnali di identificazione;

• non fare comunicazioni per agevolare la partenza delle barche che trasportano migranti;

• attestare l'idoneità tecnica per le attività di soccorso. In particolare, viene chiesto alle ong anche di avere a bordo "capacità di conservazione di eventuali cadaveri";

• informare il proprio Stato di bandiera quando un soccorso avviene al di fuori di una zona di ricerca ufficialmente istituita;

• tenere aggiornato il competente Centro di coordinamento marittimo
(Mrcc) sull'andamento dei soccorsi;
• non trasferire le persone soccorse su altre navi, "eccetto in caso di richiesta del competente Centro di coordinamento per il soccorso marittimo e sotto il suo coordinamento anche sulla base delle informazioni fornite dal comandante della nave";

• informare costantemente lo Stato di bandiera dell'attività intrapresa dalla nave;

• cooperare con il competente Centro di coordinamento marittimo eseguendo le sue istruzioni;

• ricevere a bordo, su richiesta delle autorità nazionali competenti, "eventualmente e per il tempo strettamente necessario", funzionari di polizia giudiziaria che possano raccogliere prove finalizzate alle indagini sul traffico;

• dichiarare le fonti di finanziamento alle autorità dello Stato in cui l'ong è registrata;

• cooperazione leale con l'autorità di pubblica sicurezza del previsto luogo di sbarco dei migranti;

• recuperare, "una volta soccorsi i migranti e nei limiti del possibile", le imbarcazioni improvvisate ed i motori fuoribordo usati dai trafficanti di uomini.


red/pc