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Migranti, in Italia sono l'8,2% della popolazione

Quanti sono? Da dove vengono? Per quale motivo abbandonano la propria terra? Mentre continuano le operazioni di soccorso (altre 459 persone a bordo di un barcone sono state salvate nel Canale di Sicilia) Caritas e Fondazione Migrantes rispondono a queste domande presentando il nuovo rapporto sull’immigrazione: in Italia ci sono più di 5 milioni di stranieri (8,2% del totale della popolazione) mentre nel mondo più di 243 milioni di persone vivono in un paese diverso da quello d'origine

Quella dei migranti è un’emergenza senza fine. Storie di uomini, donne e bambini costretti a fare i conti con privazioni, guerre, viaggi disaperati. E così, mentre nella notte si è concluso positivamente l’ultimo intervento di soccorso (315 persone a bordo di un barcone nel Canale di Sicilia sono stati tratti in salvo dalla nave “Corsi” della Guardia costiera; altre 144 sono state prese a bordo da un mercantile) ecco che il nuovo “rapporto immigrazione” curato da Caritas e Fondazione Migrantes ci offre un’ultima fotografia aggiornata del fenomeno.
Sono infatti più di 5 milioni (precisamente 5.014.437) gli stranieri residenti in Italia e rappresentano l'8,2% dell’intera popolazione. Tra questi più della metà sono donne (52,7%, ovvero 2.641.641). Rispetto al 2014, la popolazione straniera è aumentata di 92.352 unità (più 1,9%). Al primo gennaio 2015 risultano in corso di validità 3.929.916 permessi di soggiorno di cui il 48,9% riguarda le donne.
Il totale dei permessi si ripartisce tra 1.681.169 "con scadenza" (57,2%) - e di cui il 47,3% riguarda donne - e 2.248.747 "di lungo periodo" (42,8%), per i quali la percentuale femminile è del 50,1%.
Distinguendo i permessi nella loro totalità per aree di origine, si nota che la quota maggiore riguarda i paesi dell'Europa centro-orientale (30%), seguiti in ordine decrescente dall'Africa settentrionale (20,7%), dall'Asia centromeridionale (13,9%) e dall'Asia orientale (13,4%).
Considerando poi le nazionalità più numerose, si distinguono il Marocco (13,2%), l'Albania (12,7%), la Cina (8,5%) e l'Ucraina (6,0%). Il rapporto evidenzia inoltre una quota significativa di uomini tra i soggiornanti per motivi di lavoro (60,3%) e di donne tra i soggiornanti per motivi di famiglia (64,5%).
Secondo Caritas e Migrantes, un segnale emblematico della tendenza degli stranieri a stabilizzarsi in Italia è confermato dal fatto che sul totale dei permessi rilasciati per motivi familiari, le donne sono il 60,3%. La richiesta di asilo è il terzo motivo per importanza (7%).  
Ma dove risiedono i migranti? A inizio 2015 quasi il 60% vive nel nord; percentuale che scende al 25,4% nel centro, con un ulteriore calo nel mezzogiorno (15,2%). In tre regioni del nord ed una del centro è concentrata più della metà dell'intera popolazione straniera presente in Italia (56,6%). Si tratta della Lombardia (23,0%), del Lazio (12,7%), dell'Emilia Romagna (10,7%) e del Veneto (10,2%). Il Mezzogiorno? La Campania ospita il 28,6% del totale degli stranieri residenti in quest'area.
Un altro aspetto che emerge dal rapporto è quello che riguarda le rimesse monetarie verso i paesi in via di sviluppo. Nel rapporto si legge che secondo la Banca mondiale, nel 2015, sono stimate in 432 miliardi di dollari. Un ammontare che corrisponde a un incremento di (solo) lo 0,4% rispetto all'anno precedente. Si tratta del più basso tasso di crescita a partire dagli anni della crisi finanziaria globale (2008-2009).
Anche secondo i dati del Dipartimento dell'Onu per gli Affari economici e sociali (Un-Desa) negli ultimi quindici anni il numero dei migranti internazionali ha continuato a crescere: mentre nel 2000 erano 173 milioni, nel 2015 sono 243,7 milioni di persone nel mondo che vivono in un paese diverso da quello d'origine, di cui la componente femminile è del 48,2%. Un dato che, confermando quello del 1990, permette di sottolineare che uno dei caratteri delle migrazioni del nuovo millennio consiste proprio nel ruolo sostanzialmente paritario dei generi nei flussi internazionali.

luca calzolari