Migranti, UE: triplicati fondi Triton, incertezze su redistribuzione richiedenti asilo

Si è tenuto ieri un vertice straordinario del Consiglio Ue durante il quale sono state prese alcune decisioni per fronteggiare l'emergenza immigrazione, tra le quali lo stanziamento del triplo dei fondi attuali per l'operazione Triton

"Non si tratterà di guerra, ma di azioni chirurgiche mirate, molto precise, per distruggere i barconi prima del loro utilizzo, sulla base di informazioni di intelligence in possesso dell'Italia", lo sottolinea l'Unione Europea in merito alle azioni a lungo termine che intende mettere in atto per contrastare l'enorme flusso migratorio che ha visto consumarsi nel fine settimana scorso la più grande tragedia di sempre: oltre 700 persone sono morte dopo che un barcone è affondato a poche miglia dalla Libia.

Durante il Consiglio Ue straordinario per l'emergenza immigrazione che si è tenuto ieri a Bruxelles è stato conferito un mandato all'Alto rappresentante Federica Mogherini affinchè inizi subito la preparazione di un'eventuale operazione Pesd - Politica europea di sicurezza e difesa comune. I capi di Stato e di governo sono d'accordo sulla necessità di lottare contro i trafficanti, ma ci sono molti dubbi su quale sia il mezzo migliore. L'idea è quella appunto di realizzare un'azione militare che distrugga i barconi prima del loro utilizzo, quindi anche sulle coste libiche. Ma da più parti piovono interrogativi e perplessità. E al di là della cornice legale, e della necessaria copertura Onu, il governo di Tripoli (uno dei tre presenti in Libia e non riconosciuto dall'Ue) ha già lanciato il suo altolà, facendo sapere, attraverso il suo ministro degli Esteri Muhammed El-Ghirani, che "non accetterebbe mai che l'Ue bombardi presunte basi di trafficanti". Critico verso una missione sul modello di Atalanta anche il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz. "Non vedo come i militari possano neutralizzare i barconi: penso a operazioni di polizia internazionale in collaborazione con i Paesi della sponda sud: indagini su dove stanno queste imbarcazioni, grazie anche a intercettazioni, in modo da trovarle e distruggerle". Francia e Gran Bretagna, nella loro veste di membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell'Onu, prenderanno l'iniziativa di proporre una risoluzione per avere la copertura delle Nazioni Unite alla missione finalizzata alla distruzione delle imbarcazioni degli scafisti.
Sulla lotta agli scafisti si prevede anche un aumento del sostegno a Tunisia, Egitto, Sudan, Mali e Niger, tra gli altri, per monitorare e controllare le frontiere, rafforzando le operazioni Pesd già in corso nella regione; una collaborazione al livello politico con i partner africani; e si proporrà all'Unione africana di tenere un summit sul tema, a Malta, nei prossimi mesi.

Tra le operazioni immediatamente attuabili proposte dall'Ue emerge l'aumento dei fondi stanziati a favore dell'operazione Triton, si stima che verranno infatti triplicati, e nel rafforzamento dei mezzi per le operazioni coordinate da Frontex Triton e Poseidon. Molti i Paesi che si sono già detti disponibili ad offrire i propri mezzi, tra questi Francia, Germania, Belgio, Croazia, Slovenia e Norvegia. Intanto il premier britannico David Cameron offre la nave portaelicotteri Bulwark, tre elicotteri e due pattugliatori per operazioni di soccorso e salvataggio, in stretto contatto con Frontex e le autorità italiane, ma al di fuori di Triton. Questo a patto "che le persone salvate siano portate nel Paese sicuro più vicino, probabilmente in Italia, e che non chiedano asilo nel Regno Unito". La Spagna, come molti altri Paesi si dice disponibile, e resta in attesa di una richiesta della Commissione Ue "dei mezzi necessari e di come si intende impiegarli" dicono fonti diplomatiche iberiche.
La maggior parte dei Paesi Ue ha però insistito sul fatto che la missione Triton non si trasformi in un'operazione di "ricerca e salvataggio", mentre l'Onu chiede alla Ue un passo "immediato" per una missione "robusta" di ricerca e soccorso con spiegamento di mezzi navali e aerei che eviti tragedie come quelle di domenica. Mogherini ha sottolineato come "la legge del mare obblighi al salvataggio, quindi aumentare la portata della missione Triton determina automaticamente un aumento dei salvataggi in mare".

Miglioramenti in positivo arrivano sui reinsediamenti su base volontaria dei richiedenti asilo: il progetto pilota della Commissione Ue passerebbe dalle 5000 unità a 10mila. Più difficile invece la discussione sulla solidarietà tra Paesi europei per la redistribuzione dei richiedenti asilo. "Per oggi non è stata stabilita nessuna cifra" sul numero dei rifugiati che l'Ue è pronta ad accogliere. Lo ha affermato la cancelliera tedesca Angela. "Vogliamo sviluppare procedure per la redistribuzione dei rifugiati in tempi di emergenza con un progetto pilota - ha continuato la Merkel -. È possibile una strada diversa da Dublino ma dipende anche dalla forza economica di un paese". La cancelliera ha ribadito quindi "l'ineguale distribuzione" dei rifugiati nei Paesi Ue che vede Svezia e Germania prime in Europa per l'accoglienza. Nessun problema invece sul fronte economico. "E' importante ricordare che oggi abbiamo deciso di triplicare i fondi disponibili per Triton ma "se ne abbiamo bisogno di più li metteremo, non falliremo per mancanza di soldi" ha detto la Merkel sottolineando che "per la Germania, se i soldi non sono sufficienti li aumenteremo di nuovo".


Redazione/sm