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Migranti, vertice Ue-Turchia a Bruxelles

Nell'incontro di Bruxelles Ankara ha rilanciato, chiedendo altri 3 miliardi di euro e l'Ungheria ha posto il veto. Sul tavolo anche la questione della libertà di stampa. Il summit è terminato con un rinvio al 17 marzo prossimo

Al vertice Ue-Turchia sui migranti, che si è tenuto ieri a Bruxelles, la Turchia ha fatto richieste politiche ed economiche, di altri tre miliardi oltre ai tre già previsti, che minacciano di far saltare l'accordo tra l'Unione e Ankara per ridurre il flusso di migranti verso l'Europa. Le richieste del governo turco hanno irritato i Paesi che erano già contrari ai piani di redistribuzione, come Austria e Ungheria, con Budapest che addirittura ha posto il veto. Vista la difficoltà di trovare un accordo, il vertice si è aggiornato al 17 marzo prossimo. Quindi i capi di Stato e di governo dell'Unione europea hanno deciso di continuare a negoziare sulle proposte del premier turco Ahmet Davutoglu per cercare di arrivare a un accordo sulla gestione comune dell'emergenza profughi e trovare un'intesa definitiva entro il Consiglio europeo, programmato - appunto - per i prossimi 17 e 18 marzo. Un risultato pare sia stato raggiunto, ed è il ripristino dello spazio Schengen di libera circolazione entro la fine dell'anno. Oltre a un aumento di fondi, Ankara chiede accessi veloci ai visti Schengen per i suoi cittadini e un processo accelerato per la sua richiesta di adesione.
Renzi, dopo il caso Zaman e il giro di vite turco contro la libertà di stampa, ha dichiarato: "
Vogliamo un riferimento alla libertà di stampa in Turchia o non firmiamo il documento".
Quello di ieri è il secondo summit nel giro di tre mesi e questo "dimostra quanto è indispensabile la Turchia per l'Ue e l'Ue per la Turchia", dice Erdogan. Angela Merkel, da parte sua, avendo bisogno di fermare il flusso di rifugiati, per il momento pare aver sorvolato sulle libertà violate da Ankara. Secondo Hollande, il piano europeo per affrontare l'emergenza profughi "è semplice da enunciare, molto meno da mettere in pratica". Tsipras ha infine sottolineato che "uno dei principi fondanti dell'Europa è condividere responsabilità, oneri e solidarietà".

 

red/lg