Milano: verso il numero unico d'emergenza 112

Sulle orme delle direttive UE in Lombardia prende piede il numero unico per tutte le chiamate d'emergenza. Un call center indipendente analizzerà le chiamate in entrata, evitando falsi allarmi

Un altro passo verso il numero unico di emergenza: il 112. A Milano, sull'esempio di altre province italiane, da ieri è attiva una nuova centrale "unica" per le telefonate di allarme sanitario. In sostanza chi compone il 118, finora dedicato alle emergenze mediche, si sentirà rispondere dal call center organizzato a Niguarda: "Buongiorno, numero unico dell'emergenza 112". Non si tratta ovviamente dei carabinieri, ma di un operatore specializzato nel sottoporre al cittadino una breve serie di domande, e smistare successivamente la chiamata al Pronto Soccorso o alle forze dell'ordine.
A breve si aggregheranno al servizio anche le altre realtà dell'emergenza che fanno capo a diverse "utenze" telefoniche: i Vigili del Fuoco con il 115, lo faranno a breve, la Polizia con il 113 e i Carabinieri dovrebbero convergere nel nuovo servizio entro l'anno.
Il numero unico di emergenza è un progetto voluto dell'Unione Europea, lanciato alcuni anno fa per rendere il 112 la sola utenza di allarme in tutti i Paesi UE. Alcune realtà, come l'Inghilterra e i paesi scandinavi, hanno da sempre un'unica centrale d'emergenza, che dirama la chiamata in entrata alle forze competenti, a seconda che l'intervento sia sanitario, di ordine pubblico, di allerta ambientale.
Nel 2004, l'Unione europea ha deciso che, entro il 2008, il numero unico 112 avrebbe dovuto essere esteso a tutti i Paesi membri dell'UE. L'Italia però non si è adeguata alla norma: molti altri paesi, invece, si sono adeguati praticamente subito. A novembre 2009 l'UE ha anche sanzionato il governo italiano per non essersi ancora adeguato alla direttiva europea. Nel dicembre successivo, dato che l'Italia non aveva ancora manifestato segnali, né positivi, né negativi, l'UE ha richiamato nuovamente l'Italia, minacciando nuove sanzioni. La Lombardia è stata una delle prime regioni ad avviare il percorso per convergere verso l'utenza unica. Varese nel 2010 ha rotto il ghiaccio. Como l'ha seguita poco dopo. E oggi anche Milano si sta confrontando con l'"unico" 112. Un riferimento chiaro per tutti i cittadini, che dovranno tenere a mente un solo numero in caso di eventi ad alto stress emotivo.
A Varese la sperimentazione avviata da tre anni sta avendo successo. La centrale "laica", una sorta di call center indipendente dalle varie realtà d'intervento, permette di filtrare meglio le chiamata in entrata: Areu (Agenzia regionale emergenza urgenza) spiega che su 100 chiamate arrivate al 118 nella città lombarda che ha fatto da "cavia" circa 60 non riguardano le competenze delle ambulanze. Con questo sistema vengono escluse tutte le telefonate improprie - scherzi o falsi allarmi - o quelle dei bambini che giocano con i cellulari dei genitori.
A Milano da qualche giorno la procedura sarà la stessa, con il Niguarda come unico centralino in grado di assorbire tutte le segnalazioni di emergenza, che si tratti di un malore, di una rapina di un incendio. Il lavoro delle centrali operative delle singole forze d'intervento in futuro sarà più concentrato sull'aspetto organizzativo delle squadre in uscita lasciando alla neo nata realtà "112" il compito delle relazioni con il cittadino.

red/wm