Milleproroghe, Legambiente:
"Fondi tolti alla prevenzione"

Il decreto Milleproroghe stabilisce lo stanziamento di 100 milioni per pagare i danni causati da frane e alluvioni nel 2009. Il presidente di Legambiente e l'assessore alla Difesa del suolo della Regione Emilia-Romagna Paola Gazzolo denunciano: "Fondi sottratti alla prevenzione del rischio idrogeologico"

Una voce del decreto Milleproroghe, approvato ieri in Senato, stabilisce lo stanziamento di 100 milioni di euro per il finanziamento delle spese derivanti dalle alluvioni in Liguria, Veneto e Campania e ai comuni della provincia di Messina, colpiti dall'alluvione del 2 ottobre 2009. "Per l'ennesima volta, per pagare i danni causati da frane e alluvioni si sottraggono risorse alla prevenzione" - ha commentato Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente. Si tratta infatti di fondi che "provengono dal miliardo di euro stanziato dal ministero dell'Ambiente per gli interventi di prevenzione del rischio idrogeologico".

Già lo scorso anno a questo stanziamento di un miliardo erano stati sottratti altri 100 milioni di euro per fronteggiare altre emergenze, ma questo "ulteriore taglio di risorse mette a rischio il piano nazionale di interventi definito dal ministero dell'Ambiente con tutte le Regioni e già siglato con appositi accordi di programma" - ha spiegato Vittorio Cogliati Dezza. Per quanto sia ovviamente indispensabile e doveroso risarcire i territori colpiti, "è un errore farlo continuando a sottrarre denaro alla prevenzione" - ha concluso il presidente di Legambiente - "impedendo così di realizzare la grande opera di mitigazione del rischio idrogeologico tanto necessaria all'Italia".

Dello stesso avviso anche Paola Gazzolo, assessore regionale alla Difesa del suolo dell'Emilia-Romagna, che ha definito "inaccettabile" togliere risorse alla prevenzione. L'assessore ritiene doverosa la modifica del testo del decreto Milleproroghe: la scelta di destinare quei 100 milioni alle popolazioni alluvionate "desta forte preoccupazione, perché mette a rischio interventi attesi dai territori e sottrae finanziamenti già destinati alla prevenzione del rischio idrogeologico".


Elisabetta Bosi