(foto: ilgiornaledellaprotezionecivile.it_pc)

Monitorare e prevedere le frane: nuove tecnologie dal CNR

Un "semaforo" per l'interruzione del traffico in caso di frana, un micro-drone e un allerta basato sulla misura delle piogge: sono tre sistemi innovativi ad alta tecnologia messi a punto dall'Irpi-Cnr per la previsione, il monitoraggio e la prevenzione dei movimenti franosi

Tre strumenti innovativi ad alta tecnologia per la mappatura e previsione dei fenomeni franosi: sono alcuni dei sistemi avanzati che verranno presentati in questi giorni dall'Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica del Consiglio nazionale delle ricerche (Irpi-Cnr) al congresso dell'International Association of Engineering Geology and the Environment (IAEG), in corso a Torino. Si tratta di un "semaforo" per l'interruzione del traffico in caso di pericolo, di un micro-drone e di un allerta basato sulla misura delle piogge.  

"Semaforo" per l'interruzione del traffico in caso di pericolo:  si tratta di un semaforo che avviserà dell'arrivo di una frana tramite il collegamento  a un sistema di monitoraggio per il rilevamento delle colate detritiche, denominato l'Almond-F (ALarm and MONitoring system for Debris-Flow).
"E' un dispositivo dotato di lampeggiante che rileva l'evento mediante specifici algoritmi, che analizzano e interpretano il segnale proveniente da una rete di geofoni, sensori microsismici in grado di attivarsi con le vibrazioni del suolo", spiega Massimo Arattano dell'Irpi-Cnr. "Il prototipo è stato testato con successo in Alto Adige nel bacino del torrente Gadria, una zona particolarmente soggetta a colate detritiche (debris flow), tipologia di frana temibile per la sua velocità e forza distruttiva: in occasione dell'imponente colata detritica verificatasi lo scorso 15 luglio, l'attivazione e il successivo spegnimento del lampeggiante sono avvenuti correttamente nel punto in cui sono installati i sensori, testimoniando l'efficacia del sistema e la possibilità di collegarlo ad un impianto semaforico".

Micro-drone  per la gestione dei disastri naturali:
"Da anni gli Unmanned aerial vehicles (Uav) o droni sono utilizzati nel monitoraggio del territorio. Al convegno presentiamo una procedura che utilizza micro-uav per eseguire indagini di fotogrammetria e analisi di monitoraggio in scenari di frana: le immagini acquisite vengono poi elaborate con algoritmi di computer vision e sviluppate per applicazioni fotografiche", spiegano Daniele Giordan e Andrea Manconi dell'Irpi-Cnr, autori di un recente studio. "Grazie alla particolare forma a ‘v' del drone utilizzato nei nostri studi, le eliche non rientrano nel campo visivo della telecamera durante il volo e la nuova configurazione dei motori garantisce una maggiore affidabilità nelle aree urbane. Alcuni esempi di applicazioni dimostrano le potenzialità di questo metodo in scenari di frane reali".


Allerta basato sulla misura delle piogge:
Un ulteriore contributo per l'osservazione in tempo reale dei fenomeni franosi arriva dal progetto europeo ‘Lampre' ('Landslide modelling and tools for vulnerability assessment preparedness and recovery management'): "Nell'ambito della collaborazione pluriennale con il Dipartimento della protezione civile è stato messo a punto un sistema prototipale: ogni ora, il Sistema d'allertamento nazionale per la possibile occorrenza di fenomeni franosi indotti da piogge (Sanf) integra le misure di oltre 2000 pluviometri e le confronta con le soglie di pioggia delle mappe di suscettibilità da frana, così da monitorare in tempo reale il possibile verificarsi di nuovi fenomeni", dichiara il direttore di Irpi-Cnr Fausto Guzzetti, che conclude: "Riconoscere, mappare e prevenire le frane innescate da precipitazioni intense, da un terremoto o dalla rapida fusione della neve è importante, sia per capire e misurare come si evolve il paesaggio, sia per scopi di protezione civile e per la corretta pianificazione territoriale. I nostri ricercatori hanno messo a punto tecnologie che raggiungono accuratezze inedite per la mappatura di frane a partire da immagini satellitari ottiche ad altissima risoluzione".


red/pc

(fonte: CNR)



Guarda qui il video del  debris flow rilevato nel bacino del Gadria del luglio 2013 (fonte: sito CNR):