Montagna, passa la legge
Istituito il Fondo integrativo

L'On. Emilio Quartiani (PD): "Un primo passo in avanti per promuovere la montagna e lo sviluppo equilibrato di quei territori"

È stata votata all'unanimità ieri alla Camera la legge sulla montagna di cui è promotore l'onorevole Emilio Quartiani (Pd), presidente del Gruppo Amici della Montagna. Si tratta di "Disposizioni in favore dei territori di montagna", che vogliono promuovere, salvaguardare e valorizzare le specificità culturali, economiche, sociali e ambientali dei comuni montani, garantendo la qualità della vita dei residenti al fine di evitare lo spopolamento dei territori montani e contenere la tendenza all'innalzamento dell'età media della popolazione. Tra gli aspetti più rilevanti di questa legge, la valorizzazione dei servizi pubblici, del sistema scolastico, delle risorse idriche ed energetiche, lo sviluppo del sistema agrituristico, del turismo montano e degli sport di montagna, la valorizzazione della filiera forestale e delle biomasse a fini energetici, la promozione dei progetti del CAI per la tutela e la valorizzazione della rete sentieristica e dei rifugi, oltre alla promozione di programmi per la sicurezza in montagna e attività propedeutiche per i giovani. Viene inolte sancità l'istituzione di un Fondo unico integrativo per i comuni montani svantaggiati, con una dotazione pari a 6.750.000 euro per l’anno 2010 e a 6.000.000 di euro annui a decorrere dal 2011.

Soddisfatto l'onorevole Quartiani, che ritiene queste norme "un primo passo in avanti per promuovere la montagna e lo sviluppo equilibrato di quei territori". Le caratteristiche territoriali delle montagne del nostro Paese fanno sì che "quei territori necessitino della presenza dell'uomo, al fine di impedire il dissesto idrogeologico che avrebbe ripercussioni anche in pianura" - ha dichiarato Quartiani.

Quella appena approvata alla Camera è sicuramente una legge da apprezzare, in cui si fa riferimento alla montagna come ad una risorsa per tutto il Paese, da valorizzare e tutelare”. Così Umberto Martini, Presidente Generale del Club Alpino Italiano, che sottolinea come alla legge vada riconosciuto il merito “di fare chiarezza sulle problematiche delle Terre Alte, e sulla necessità di politiche mirate. Bene dunque che si parli di risorse idriche ed energetiche, agricoltura e sistema scolastico, salvaguardia del territorio, manutenzione della rete sentieristica”.

Con riferimento a quest'ultimo aspetto – continua Martini - fa naturalmente piacere che al CAI venga ancora una volta riconosciuto lo status di soggetto istituzionale, in grado di operare in territorio montano con un bagaglio unico di competenze e conoscenze”.

Certo, c'è ancora molto da fare, ma – conclude il Presidente Generale CAI - il mio giudizio è sicuramente positivo. E' doveroso quindi un ringraziamento al GAM (Gruppo Amici della Montagna del Parlamento Italiano) per il lavoro svolto fin qui e per quello futuro. Aspettiamo ora la conclusione dell'iter parlamentare della legge con la lettura in Senato”.

Il parere favorevole è condiviso anche dal Presidente del CNSAS (Corpo Nazionale Alpino e Speleologico) Piergiorgio Baldracco, per cui “finalmente sono state accolte le richieste, avanzate dal CNSAS, di adeguamento della Legge 74 del 2011 (con cui si riconosce al Soccorso la funzione di pubblica utilità); speriamo solo – aggiunge Baldracco – che ora il Senato non proponga modifiche sostanziali e accetti lo spirito di una legge che, nel suo piccolo, dà una mano alla montagna”. 

Delusi invece ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e UNCEM (Unione Nazionale Comuni ed Enti Montani), secondo cui questo disegno di legge non fornisce "ai territori montani nessun reale strumento di autonomia e di incentivo coerente con un processo di riforma federalista". Per Enrico Borghi, presidente dell'UNCEM, si tratta di una legge arretrata, che non tiene conto "della complessità e dell'evoluzione del sistema territoriale montano sotto i profili culturali, economici e ambientali".

Elisabetta Bosi