Morto Antonio Manganelli, il Capo della Polizia

Funzionario capace di dialogo, apprezzato dai suoi uomini e dalla gente, era malato da tempo. Un male vissuto nella riservatezza, impegnandosi nel lavoro fino all'ultimo

Era malato da tempo. Ma aveva voluto restare nella sua funzione fino all'ultimo. E' morto Antonio Manganelli, il Capo della Polizia. L'alto funzionario italiano era stato ricoverato all'Ospedale San Giovanni di Roma nel pomeriggio del 24 febbraio scorso per un ematoma celebrale, conseguenza di un'emorragia. Lo staff medico aveva tentato un operazione d'urgenza. Operazione riuscita, secondo lo staff medico, ma in un quadro clinico pesantemente compromesso. Manganelli era da tempo in cura per una grave malattia, sembra un tumore, di cui però aveva conservato uno stretto riserbo. Neppure di quei viaggi all'estero per sottoporsi alle terapie parlava volentieri, e pochi nel suo staff erano a conoscenza della gravità delle condizioni di salute del Capo della Polizia. Un incarico a cui teneva particolarmente, svolto sempre con grande trasparenza e attaccamento. Manganelli, apprezzato in tutti gli ambienti dello Stato, era anche un uomo di dialogo, aperto al confronto. Era stato lui, con durezza a rivolgere parole di biasimo all'operato di alcuni uomini delle forze dell'ordine che avevano superato il segno nel corso di manifestazioni e interventi - come il prelievo forzato a scuola del bambino conteso dai genitori a Padova -. Ma Manganelli è stato anche pronto a difendere la Polizia dai numerosi attacchi politici e di piazza, in uno dei periodi più "caldi" degli ultimi anni.

Nato ad Avellino nel 1950 dopo essersi laureato in Giurisprudenza all'Università degli Studi di Napoli si è specializzato in Criminologia clinica presso l'Università di Modena e Reggio Emilia. E' stato negli anni '80 numero due del Nucleo anticrimine della Polizia di Stato, collaborando anche con i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Nel 1991 è stato nominato direttore dello SCO (Servizio centrale operativo) e del Servizio Centrale di Protezione dei collaboratori di giustizia, poi dal 1997 questore a Palermo e dal 1999 a Napoli. Dal 2000 prefetto, chiamato a dirigere l'ufficio centrale della Polizia criminale e vicedirettore generale della Pubblica Sicurezza. La nomina a Capo della Polizia arriva il 25 giugno 2007.

Negli ultimi giorni di malattia, è stato Alessandro Marangoni, ex questore di Padova e Palermo, vicecapo della Polizia, a fare le funzioni di Manganelli. Potrebbe essere lui a prendere il posto del collega, con il quale condivide esperienza, professionalità e pacatezza.
Sono considerazioni lontane. Oggi è la giornata del ricordo per il Capo della Polizia che ha lasciato, forse troppo presto, un vuoto difficile da colmare.


Walter Milan