fonte foto: Musei capitolini

Musei capitolini, 120 defibrillatori fermi in magazzino. Sicurezza a rischio per turisti e lavoratori

Centoventi defibrillatori destinati ai musei capitolini sono fermi da due anni nei depositi della Regione Lazio: i dipendenti hanno fatto i corsi per l'abilitazione all'uso, ma i musei i dispositivi non sono mai arrivati

Uno spreco senza senso, visto l'accordo esistente tra Ares118 e Comune di Roma che già prevede il comodato d'uso delle apparecchiature e la loro l'installazione nelle sale del museo fiore all'occhiello della capitale. I circa 400 dipendenti dei musei capitolini sono già stati formati all'utilizzo delle macchine per garantire sicurezza ai visitatori e salvare tante vite in caso di malori grazie a una serie di corsi regionali ad hoc (gratuiti per loro) però gli strumenti sono rimasti incartati in un magazzino: nessuno è venuto a ritirarli.
La questione riguarda numerosi celebri spazi culturali della capitale dai Musei capitolini alla centrale Montemartini, dai Mercati di Traiano al Museo dell'Ara Pacis fino al Museo della Civiltà romana e non solo, interessando i lavoratori e milioni di turisti ogni anno.
A interrompere il silenzio su questa vicenda è stato il consigliere regionale Fabrizio Santori che ha spiegato i termini della vicenda che parte dalla "mancata ottemperanza della delibera regionale n°556 del 28/12/2015, per la durata di due anni, che prendeva atto della Stipula del protocollo d’intesa tra Ares 118 e Roma Capitale- Dipartimento politiche sociali, sussidiarietà e salute".
Insomma il Comune di Roma non ha ancora dato seguito al provvedimento che la Regione ha emanato in favore della capitale e della sicurezza dei suoi visitatori: due anni persi inutilmente, due anni di ritardo in più nella applicazione di un decreto interministeriale che risale addirittura al marzo 2011.

Red/fu