Naufragio Concordia: recuperata
la sesta vittima

Sale a sei il tragico bilancio delle vittime del naufragio della Costa Concordia. Agli arresti da ieri il capitano della nave, Francesco Schettino. Fervono le ricerche dei dispersi, sulla cui sorte ora grava anche la previsione del maltempo previsto per i prossimi giorni

Hanno lavorato tutta la notte alla ricerca dei dispersi i vigili del fuoco e sono riusciti a rintracciare il corpo di un'altra vittima, un uomo, un passeggero di cui ancora non si conoscono le generalità, che si trovava nel secondo ponte, in una parte non invasa dall'acqua. L'uomo indossava il giubbotto salvagente.
Si tratta della sesta vittima finora rintracciata, mentre sono 70 i feriti a seguito dell'impatto e dell'inabissamento della nave Concordia della Costa Crociere, naufragata venerdì sera 13 gennaio davanti all'isola del Giglio, gigante dei mari che aveva a bordo circa 4200 persone fra passeggeri ed equipaggio.
Sono ora invece note le generalità dei due anziani ritrovati ieri : un cittadino italiano e uno spagnolo, Giovanni Masia, sardo, nato nel 1926, e Gual Guillermo, spagnolo, del 1943. I due passeggeri avevano addosso il giubbotto di salvataggio e si trovavano nei pressi di uno dei punti di raccolta.

E intanto si lavora senza sosta per rintracciare le persone che ancora mancano all'appello. Il numero dei dispersi non è ancora precisato: secondo alcune fonti sarebbero 17 , 11 passeggeri (fra cui una bimba di 5 anni) e 6 membri dell'equipaggio mentre altre fonti affermano che i dispersi sarebbero 15.
Tra i dispersi, comunque, figurano sicuramente due riminesi (un uomo di circa 30 anni e la figlioletta di 5), due donne siciliane, di 50 e 49 anni, che seppur censite dopo essere salite su una scialuppa, non sono più state contattate e si teme possano essere cadute in acqua.
Risultano, inoltre mancanti all'appello due coppie di francesi. Dei sei membri dell'equipaggio che ancora risultano dispersi, la Costa Crociere non ha reso noti i nominativi.


Alla tragedia si aggiunge la grande preoccupazione per le condizioni meteo, che stanno peggiorando rapidamente. Si prevede una mareggiata per giovedì e le onde potrebbero spostare la nave e farla sprofondare a 70 metri rispetto al gradino di 37 metri su cui è appoggiato lo scafo. Questo significherebbe l'inabissamento completo del relitto quindi nessuna speranza per eventuali superstiti a bordo.
Il comandante della nave Costa Concordia, Francesco Schettino, 52 anni, campano, si trova in carcere da ieri pomeriggio, con le accuse di naufragio e omicidio colposo plurimo, con l'aggravante dell'abbandono della nave naufragata nei pressi dell'isola del Giglio, mentre c'erano ancora molti passeggeri da trarre in salvo.
Secondo quanto risulta agli inquirenti, poco dopo mezzanotte Schettino era già sugli scogli del Giglio, mentre erano ancora in corso le operazioni dei abbandono della nave per i passeggeri e l'equipaggio. La Capitaneria ha più volte invitato il comandante a risalire a bordo, ma senza esito. Il comandante non è risalito sulla nave come avrebbe dovuto fare, nave che in ogni modo non avrebbe dovuto abbandonare fino a che l'ultimo dei passeggeri non fosse stato tratto in salvo.
La Procura di Grosseto ha deciso il fermo di polizia per Schettino per pericolo di fuga e possibile inquinamento delle prove: secondo i pm che coordinano le indagini, il comandante avrebbe la possibilità di trovare rifugio e sostegno anche all'estero, considerata la sua rete di relazioni dovute al suo ruolo di capitano di nave.


Intanto dalla scatola nera emergerebbe una differenza di un'ora tra l'impatto alle 21 e 45 e l'allarme alla Guardia costiera circa delle 22.43. Secondo le indagini della procura la nave Costa Concordia era a soli 150 metri dalla riva. Una distanza incredibilmente vicina, che la procura sta cercando di definire con esattezza anche tramite accertamenti satellitari. Il procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio, che coordina le indagini del naufragio ha sottolineato che nel punto dove la Concordia ha urtato lo scoglio (che i marinai chiamano "le Scole"), "il fondale è irregolare, molto scosceso, non è piatto, né sabbioso, ma denso di rocce e scogli. Quindi molto pericoloso da transitare". L'inchiesta quindi intende approfondire eventuali elementi di negligenza da parte del capitano della nave, che,  secondo il magistrato «si è avvicinato molto maldestramente al Giglio, la nave ha preso uno scoglio che si è incastrato sul fianco sinistro, facendola inclinare e imbarcare tantissima acqua nel giro di due, tre minuti. Ai comandi c'era Schettino, ed è stato lui ad ordinare la rotta: questo è quanto ci risulta. È stata una manovra voluta".
Le indagini inoltre vogliono stabilire anche se il comandante abbia voluto seguire la prassi marinara dell'«inchino», che consiste nel far passare una nave vicino un porto e salutare con la sirena le persone a terra. A questo riguardo e rispetto alle cause dell'incidente in queste ore stanno emergendo nuovi particolari.
L'udienza di convalida dell'arresto per Schettino è prevista tra martedì e mercoledì al massimo.



Patrizia Calzolari