Le Isole Svalbard. Fonte Pixabay

Nel 2026, una primavera artica tra le più calde degli ultimi anni

Temperature fino a 12 gradi sopra la norma nel mese di aprile, piogge, e fusione precoce della neve

Non solo Europa. La primavera artica 2026 si sta rivelando una delle più calde, imprevedibili e complesse degli ultimi anni per la comunità scientifica internazionale: con temperature fino a 12 gradi sopra la norma nel mese di aprile, piogge, e fusione precoce della neve. Si tratta del monitoraggio messo in campo dal progetto europeo Liquidice, coordinato scientificamente dall’Istituto di scienze polari del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isp), da anni impegnato nel monitoraggio ambientale della criosfera artica presso le isole Svalbard.  

In particolare, scrivono i ricercatori, le temperature straordinariamente elevate hanno causato la fusione prematura della neve sulla terraferma. Allo stesso tempo, nel sud dell’arcipelago, venti persistenti hanno compattato il ghiaccio marino lungo la costa, rendendo inaccessibili via mare i siti di studio e le basi di ricerca. “Nel mese di aprile abbiamo vissuto un'eccezionale anomalia termica con temperature fino a 12 gradi sopra la norma e piogge intermittenti per circa 18 giorni. L’ondata di calore, associata a precipitazioni piovose ha provocato la formazione e l’attivazione anticipata di torrenti e canali superficiali di acqua di fusione sui ghiacciai e nelle aree costiere attorno a Ny-Ålesund, fenomeni che normalmente si osservano durante l’estate”. 

Dal punto di vista ambientale, periodi anomali così lunghi hanno un impatto diretto non solo sulla criosfera ma anche sulla componente marina, attraverso il trasporto anticipato di sedimenti e nutrienti che vengono rilasciati nel fiordo. 

RED/MT 

Fonte: Cnr