fonte foto: Cnsas Veneto

Nel week end, molti interventi Cnsas: un morto e un'escursionista dispersa

Dalla Toscana al Veneto, dal Lazio alla Lombardia, dal mountain biker fuori sentiero alla freeclimber in difficoltà, dalla pellegrina recuperata con il verricello fino all'escursionista tedesca dispersa sull'Alta Via numero 7 (Alpago, Belluno). E c'è stata anche una vittima: un uomo che cercava funghi nella zona di Montecampione (BS)

Il Soccorso Alpino e Speleologico Toscano è stato all'opera, nella notte tra sabato e domenica, nel gruppo del Monte Gabberi (Apuane Meridionali) per soccorrere un mountain biker. L'uomo, S.B. le sue iniziali, stava scendendo dalla vetta del Monte Gabberi quando è finito fuori sentiero andandosi a trovare così in una zona molto impervia, poco distante da pareti strapiombanti alte circa cento metri. Accortosi della situazione di pericolo, ha chiamato telefonicamente i soccorsi ed è stata attivata la Stazione di Querceta del Soccorso Alpino. Una squadra di 6 uomini si è dunque incamminata sul sentiero CAI 107, per raggiungere la persona in difficoltà e riaccompagnarla alla base del sentiero. La zona, che fa parte del Comune di Stazzema, è un'area che sovrasta i vecchi insediamenti minerari del Monte Arsiccio. L'intervento si è concluso a mezzanotte e tre quarti di domenica notte.

Attorno a mezzogiorno di domenica, invece, il 118 ha allertato il Soccorso alpino di Padova per un infortunio nella palestra di roccia di Rocca Pendice (Teolo, Padova). Salendo da prima una via nel settore delle Numerate, giunta in prossimità del secondo spit una freeclimber era volata e aveva sbattuto sul terrazzo della sosta sottostante, con la conseguente probabile frattura di una caviglia. Una squadra, con medico e infermiera di Stazione e due infermieri della Croce Verde, ha raggiunto O.B., 42 anni, di Sanguinetto (VR), è ha provveduto a prestarle le prime cure e a immobilizzarle il piede. Caricata in barella, l'infortunata è stata calata dalla parete per circa 5 metri lungo un salto di roccia e, dopo aver attrezzato con corde fisse il sentiero reso scivoloso dalle piogge, trasportata a spalla a turno dai 10 soccorritori presenti per diverse centinaia di metri fino all'ambulanza, diretta all'ospedale di Abano Terme.

E hanno purtroppo dato esito negativo le ricerche di Janna Schneider, condotte ieri lungo il tracciato dell'Alta via numero 7 e nelle zone limitrofe dal Soccorso alpino dell'Alpago. Ieri mattina, dopo avere avuto la conferma da parte dei parenti della donna sulle sue intenzioni di percorrere proprio quell'itinerario, i soccorritori si sono trovati alle 8 al Rifugio Carota, campo base per il Centro mobile di coordinamento, si sono suddivisi in squadre e sono stati trasportati in quota in diversi punti dall'elicottero del Suem di Pieve di Cadore. La zona è stata anche sorvolata dall'elicottero dei vigili del fuoco, pur con le nuvole a ostacolare la visibilità. Sono state effettuate calate lungo i canali nel punto in cui giovedì scorso è stato rinvenuto il cellulare - riconosciuto come appartenente alla giovane donna dai genitori - sul sentiero che da Forcella della Lastra porta al Col Mat e tutta l'area attorno è stata setacciata attentamente. I soccorritori hanno perlustrato l'intero anfiteatro, percorrendo il sentiero dell'Alta via e anche l'itinerario in cresta sul versante dell'Alpago fino al Passo Valbona, ma nulla è emerso che possa far luce sulla scomparsa dell'escursionista di 39 anni di Münster. Il Soccorso alpino attende che venga aperta la macchina della donna e che qualche informazione in più possa emergere dall'analisi del traffico telefonico del suo cellulare. Poiché Janna potrebbe anche aver deciso di modificare la sua meta, il Cnsas Veneto chiede a chiunque possa ricordare di averla incrociata anche in luoghi diversi dall'Alta via numero 7 di informare i carabinieri.

Intervento ieri mattina dei tecnici del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) del Lazio nei pressi del Santuario di Canneto, in provincia di Frosinone. Alle ore 9, al termine di un pellegrinaggio notturno di una famiglia residente in provincia de L'Aquila, una signora di 62 anni, C.B. le iniziali, è caduta sul sentiero in località fonte Chiarini procurandosi una sospetta frattura a un polso. I familiari della signora, non più in grado di proseguire sul sentiero, hanno allertato il 118 che ha richiesto l'intervento del CNSAS del Lazio. Sul posto è intervenuto l’elicottero AB 109 dell’ARES Lazio, con a bordo il tecnico di elisoccorso del soccorso alpino. L’equipe ha recuperato l’infortunata con il verricello, mentre la squadra a piedi del CNSAS Lazio ha accompagnato fino al Santuario di Canneto il resto della comitiva, tra i quali il marito e la figlia della ferita. La signora è stata trasportata all'ospedale SS. Trinità di Sora, in provincia di Frosinone.

E c'è stato anche un tragico epilogo: un uomo di 47 anni, infatti, ha perso la vita sempre ieri, cadendo in un dirupo nella zona di Montecampione (BS). Era uscito in cerca di funghi con altre persone ma poi è accaduto il peggio. È caduto in un dirupo sottostante una parete di roccia per una ventina di metri, in un canale della Val Maione, a 1390 metri di quota. Il fatto è accaduto poco dopo le 14. L’amico che era con lui ha subito chiamato il 118. La Centrale operativa ha inviato sul posto l’eliambulanza da Bergamo e le squadre territoriali della Stazione di Breno - V Delegazione Bresciana del CNSAS Lombardo (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico). Il corpo è stato portato a valle in elicottero.

red/lg

fonte: Cnsas Veneto, Cnsas Lombardia, Cnsas Toscana, Cnsas Lazio