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Nelle grandi cittā le temperature elevate si registrano prima

Uno studio, al quale ha partecipato anche Cnr, evidenzia che  il 100% delle città analizzate ha superato la variabilità climatica storica prima del 2025

Sembra una banalità ribadirlo, ma nelle grandi città le temperature elevate, lo stress termico e la siccità arrivano prima. Uno studio condotto da un gruppo internazionale e pubblicato sulla rivista Urban Climate (ad esso ha partecipato anche Cnr)  evidenzia che, per quanto riguarda gli indicatori relativi alle giornate e alle notti molto calde, il 100% delle città analizzate ha superato la variabilità climatica storica prima del 2025. Per stress termico, siccità e condizioni favorevoli agli incendi, la stessa soglia è già stata raggiunta da una quota tra il 77 e il 90% delle città. Per le precipitazioni estreme il segnale emerge più tardi: nel 20% delle città prima del 2025, mentre nella maggior parte dei casi diventa distinguibile dalla variabilità storica tra il 2025 e il 2050.

Per svolgere la ricerca sono stati utilizzati diversi indicatori climatici relativi a più di 11.000 città nel mondo: caldo estremo, stress termico, siccità, precipitazioni intense e condizioni meteorologiche favorevoli agli incendi. Lo studio ha utilizzato simulazioni climatiche regionali ad alta risoluzione e i risultati mostrano che gli estremi di temperatura sono emersi in tutte le città analizzate., “Abbiamo analizzato il cosiddetto Time of Emergence, cioè il momento in cui il segnale del cambiamento climatico diventa sufficientemente forte da distinguersi dalla normale variabilità del clima ”, spiega Rita Nogherotto del Cnr-Isac, prima autrice dello studio. 

La parte finale dello studio ha analizzato anche l’esposizione alle inondazioni in circa mille città costiere piccole e intermedie, confrontandole con 167 centri urbani di oltre un milione di abitanti. “In presenza di alte emissioni e in assenza di protezioni costiere, le città costiere minori mostrano quote più elevate di superficie urbana potenzialmente allagata: i valori raggiungono il 19% in Asia, il 14% in Africa e il 10% in Europa e in America centrale e meridionale. Le protezioni costiere riducono fortemente queste percentuali e attenuano le disuguaglianze associate alla capacità economica. 

RED/MT 

Fonte: Cnr