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New York: il mondo si interroga sui flussi migratori

In questi giorni l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite dà vita alla Dichiarazione di New York, che intende tutelare meglio i diritti dei rifugiati e dei migranti. Oggi sarà presente anche Matteo Renzi. De Filippi, Medici Senza Frontiere: "La bozza è troppo vaga ed è lontana da ogni reale volontà di affrontare questa gravissima crisi globale"

L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha dichiarato di aver accolto con favore la storica adozione della Dichiarazione di New York da parte di 193 governi all'Assemblea generale delle Nazioni Unite (UNGA), tenutasi ieri a New York nel corso del primo Vertice delle Nazioni Unite sugli ampi movimenti di rifugiati e migranti. Di fronte a numeri senza precedenti di persone in fuga, il vertice ha riunito leader di governi e delle Nazioni Unite e rappresentanti della società civile per tutelare meglio i diritti dei rifugiati e dei migranti e condividere le responsabilità su scala globale. "Oggi abbiamo una straordinaria possibilità per cambiare marcia" ha affermato Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, parlando alla cerimonia di apertura dell'UNGA. Grandi ha inoltre aggiunto che la Dichiarazione evidenzia un impegno politico senza precedenti per forza e risonanza.


In sostanza, con la Dichiarazione di New York si chiede ai paesi che ne hanno possibilità di incrementare il numero di quote di reinsediamento e ricongiungimento per i rifugiati. Si fa inoltre appello ai paesi più ricchi affinché riconoscano la loro responsabilità nel fornire finanziamenti umanitari in maniera tempestiva e affidabile e investano significativamente nelle comunità che ospitano il maggior numero di rifugiati. I paesi ospitanti sono chiamati ad aumentare le opportunità di lavoro per i rifugiati adulti e quelle di istruzione per i ragazzi. La Dichiarazione prevede anche l'impegno dei governi ad affrontare le cause profonde alla base dei numeri record di persone in fuga nel mondo.

Presente oggi a New York, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha spiegato ancora una volta la visione italiana sulla questione migranti. "Priorità da parte nostra sono i rapporti con l'Africa", che vuol dire "interventi in Africa, cooperazione internazionale, messa in sicurezza delle strutture in Africa". "O si interviene tutti quanti in Africa per fermare il flusso a monte - ha concluso Renzi - o è evidente che l'Europa non è in grado di farlo".

E nel merito è intervenuto anche Loris De Filippi, presidente di Medici Senza Frontiere, che ha dichiarato: "Nonostante alcuni spunti incoraggianti, la bozza della Dichiarazione di New York è troppo vaga, non ha l'urgenza necessaria a migliorare davvero le vite di rifugiati e migranti ed è lontana da ogni reale volontà di affrontare questa gravissima crisi globale. La realtà testimoniata dalle nostre equipe è che quegli stessi paesi che parteciperanno al Summit sono già oggi responsabili della violazione dei principi espressi nel documento conclusivo. Sappiano quei leader che la sofferenza e il dolore che milioni di persone in fuga vivono ogni giorno non possono essere né cancellati né leniti da parole retoriche o semplici discorsi di circostanza. Occorrono misure concrete e visionarie, impegni audaci e forse impopolari, volontà concreta di cambiamento. Occorre che dicano in modo chiaro se davvero intendono fare ciò che serve, oppure se sono pronti ad accettare fino in fondo il prezzo del loro fallimento e del loro cinismo: più sofferenza, più dolore, più ingiustizia".

red/lg