"No ai finanziamenti a pioggia"
Gabrielli e la stretta sulle case

Il capo della Protezione Civile in un'intervista annuncia più rigore nei controlli: i finanziamenti per edifici a rischio sismico dovranno essere utilizzati in opere di messa in sicurezza. Al via la "microzonazione"

Chi riceve finanziamenti per la messa in sicurezza di abitazioni a rischio sismico, dovrà dimostrare di aver impiegato bene quel denaro. In un'intervista al quotidiano Terra, il numero uno del Dipartimento di Protezione Civile Franco Gabrielli annuncia una stretta sui controlli. Troppe le richieste di contributi, bisogna fare una scelta.

Anche perché molti ne hanno approfittato. A tal proposito la casistica è molto vasta.
C'è chi ha ricevuto i finanziamenti dimenticandosi di eseguire i lavori; c'è perfino chi ha chiesto una seconda volta i contributi statali dopo aver avuto la casa danneggiata da un terremoto. Insomma, la solita creatività italiana.


Gabrielli dichiara anche di avere come obiettivo la messa in sicurezza del territorio nazionale; prima però è necessario un monitoraggio capillare di tutte le criticità, attraverso la cosiddetta "microzonazione sismica", che tiene conto anche della composizione dei terreni a rischio. Con che soldi portare a compimento questa opera? Per ora sappiamo che il decreto 39 prevede lo stanziamento di oltre un miliardo in sette anni.

Infine l'ex prefetto dice di volere tornare allo spirito originario della Protezione Civile: stop alle grandi opere quindi e più interventi, sia nella prevenzione che nell'emergenza.

Gianni Zecca