(Francesco_Rocca_Ban_Ki_Moon (fonte foto: CRI)

"No human being is illegal": Rocca e Ban Ki Moon si incontrano sui migranti

"Abbiamo ascoltato le varie opzioni venute dall'Europa per fermare il traffico di esseri umani, e non pensiamo che la soluzione sia di bombardare i barconi" Così Francesco Rocca, presidente CRI, ieri durante l'incontro a New York con il Segretario Generale dell'ONU Ban Ki Moon per discutere sulla tragedia della strage continua di migranti nel mediterraneo

"No human being is illegal" è la scritta che campeggia sulla t-shirt che il Presidente della Croce Rossa Italiana e Vice Presidente della Federazione Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa Francesco Rocca ha voluto donare al Segretario Generale dell'ONU Ban Ki Moon nell'incontro avvenuto ieri mattina, 6 maggio, al Palazzo di Vetro a New York. Tema del vertice: la crisi nel Mediterraneo e i flussi migratori. Il Presidente Rocca  ha così voluto porre subito l'accento sull'imperativo umanitario e sulla necessità di porre al centro di ogni decisione l'essere umano.

"Solo negli ultimi 18 mesi - ha ricordato Rocca - più di 5mila persone hanno perso la vita tentando di raggiungere l'Europa attraverso il Mediterraneo. Solo due giorni fa altri 10 migranti non ce l'hanno fatta. E oggi ancora assistiamo inerti alla morte di 40 persone. Notizie che sono passate quasi in sordina in confronto all'altro naufragio del 18 aprile scorso in cui persero la vita 400 migranti, ma che invece per noi sono motivo di shock e di rabbia. Perché per ogni naufragio, naufragano le nostre coscienze. Dall'inizio del 2015, più di 35mila migranti dal Nord Africa e dal Medio Oriente si sono imbarcati affrontando viaggi molto pericolosi pur di raggiungere le coste d'Europa. Sappiamo che il modo più appropriato per mitigare l'esodo dovrebbe essere quello di garantire condizioni di sicurezza e dignità direttamente in quei paesi da cui si scappa. Ma saremmo ipocriti se pensassimo che questo è ciò che deve essere fatto subito. Perché sappiamo anche che molti dei conflitti in essere, come quello in Siria, in Iraq e nel Sud Sudan sono lontani dall'essere risolti. Le persone continueranno a scappare da situazioni disperate e il non agire e reagire porteranno sicuramente a maggiore sofferenza. Abbiamo ascoltato le varie opzioni venute dall'Europa per fermare il traffico di esseri umani, ma non pensiamo che la soluzione sia di bombardare i barconi".

"Crediamo piuttosto - ha proseguito il presidente CRI - che l'imperativo sia l'azione umanitaria. Dobbiamo smetterla di guardare al tema della sicurezza. I migranti che scappano da guerre e conflitti troveranno altre rotte. Non possiamo esibire cartelli con su scritto "Bring back our girls" e poi pretendere che una madre non scappi da una situazione di pericolo. Non possiamo pensare che il flusso di persone dal Corno d'Africa improvvisamente si fermi perché abbiamo bombardato i barconi. Chiediamo che le istituzioni pongano l'essere umano al centro e si smetta di etichettare queste persone come illegali. Nel summit a Bruxelles di due settimane fa i leader europei hanno preso alcune decisioni per noi insufficienti perché continuano ad avere uno scopo limitato e a non coprire l'intero Mediterraneo con il search and rescue così come veniva fatto dall'operazione mare Nostrum".

Il Segretario Generale Ban Ki Moon ha voluto esprimere il suo apprezzamento per quanto la Croce Rossa sta facendo in favore delle migliaia di migranti che scappano da guerra e disperazione. Ha ascoltato le parole del Presidente Rocca condividendo le stesse preoccupazioni e sottolineando l'importanza dell'azione umanitaria in un contesto così difficile. Infine Rocca e Ban Ki Moon hanno affrontato il tema della Siria. Entrambi hanno voluto ricordare i volontari della Mezzaluna Rossa Siriana uccisi dall'inizio del conflitto, ringraziando la Federazione Internazionale e la Società Nazionale per il loro sforzo e il loro sacrificio continuo nel mettere a rischio la loro stessa vita pur di salvare quella di altri.


red/pc

(fonte: CRI)