Non dimentichiamo il Nepal: la storia di Andrea, escursionista a Kathmandu

"Eravamo a Kathmandu, io e mia moglie il 25 aprile scorso. Ci siamo salvati, ma non può bastare. Lo sento come un dovere, come un'esigenza quella di aiutare e di far aiutare il Nepal ferito". La testimonianza di Andrea Ballandi e il suo progetto "Aiutiamo Il Nepal"

Andrea Ballandi, emiliano di Castelmaggiore (BO), si trovava in Nepal la settimana in cui c'è stato il devastante terremoto le cui immagini e i numeri della distruzione hanno fatto il giro del mondo.
"Era il viaggio della vita - ci racconta - ero in Nepal con mia moglie per festeggiare il 25° di matrimonio, un viaggio di tre settimane, costoso, certo, ma quello che sogni da sempre e per cui risparmi una vita. Era il nostro vero viaggio di nozze, atteso da sempre".
L'Everest, il monte più alto del mondo, a un passo dall'infinto. L'Everest, che ti fa sentire così piccolo e ugualmente così grande, in comunione con l'universo. L'Everest, meta ambita di scalatori famosi e gente comune, e il Nepal, il cui nome da sempre evoca colori forti, sgargianti, sorrisi di bambini, facce da Nepal che irradiano serentità. Cartolina patinata per turisti che ti chiama dalle vetrate lustre delle agenzie di viaggio, e legame indissolubile che si fissa nel cuore una volta che si torna a casa.
Andrea e la moglie erano al campo base per compiere escursioni e celebrare insieme il loro importante traguardo e sono sono rientrati a Kathmandu proprio il 25 aprile, il giorno della prima devastante scossa. Erano in auto, che "si è messa a saltare su onde di asfalto come se fosse un winfdsurf" mentre tutto intorno crollava, cadeva, si sbriciolava davanti agli occhi attoniti e fra le urla terrorizzate di abitanti e turisti. Andrea il terremoto l'aveva già sperimentato nel maggio 2012 in Emilia, ma là a Kathmandu ha capito subito che la tragedia era di dimensioni immense, catastrofiche.
Andrea  e la moglie sono tornati a casa sani e salvi, qualche foto a testimoniare il disastro, ma poche, per pudore, "perchè là sotto Andrea - gli diceva la moglie - potrebbero esserci dei morti e non possiamo fotografare la morte..."
Oggi però Andrea ha un chiodo fisso: aiutare, aiutare, aiutare, tornare in Nepal col cuore.
"Lo so che sono già molte le realtà che lo fanno - ci dice - ma purtroppo è anche molta la diffidenza della gente nell' affidare soldi alle grandi organizzazioni". Senza nulla togliere al valore delle altre raccolte, Andrea ha quindi deciso di organizzare un proprio progetto di sostegno, tramite un amico italiano che risiede a Kathmandu e con l'appoggio dellem istituzione del suo paese.


"Ciao a tutti - scriveo oggi  Andrea Ballandi - è con orgoglio che vi presento il progetto che ho elaborato insieme a Roberto Boesi (il nostro referente in Nepal) e  il Comune di Castel Maggiore; pensate che l'intera giunta si è detta favorevole e mi ha spinto a proseguire. Queste sono le persone che insieme a me sono direttamente impegnate nel progetto "Aiutiamo Il Nepal":
- Belinda Gottardi  - Sindaco della città di Castel Maggiore
- Federico Palma -  assessore ai lavori pubblici e alla cooperazione internazionale Castel maggiore
- Roberto Boesi - cittadino italiano che vive a Kathmandu, solo per un paio di mesi in Italia.
- Shiva Lamicchane-  vice-presidente di Langtang Foundation Society Uttergaya, una delle associazioni che aiuteremo.
- Alcuni volontari mi aiuteranno nel realizzare diverse iniziative, fra questi segnalo Carlo Gamberini e Maurizio Marchesini".

Il progetto di Andrea, semplicemente chiamato "Aiutiamo il Nepal" sarà presentato mercoledì 3 giugno 2015 alle ore 20.45 a Castel Maggiore  presso la Sala dei Cento, c/o distretto sanitario - Pzza 2 agosto 1980, 2.
Il progetto si fonderà sui principi della "massima trasparenza e concretezza - mettiamoci la faccia" affinchè chi lo sostiene sappia sempre dove e a chi andranno i fondi, e conosca la facce di chi ci sta lavorando, a cui potrà in ogni momento chiedere
rendiconto e informazioni.

Patrizia Calzolari


Questa la video testimonianza di Adrea Ballandi, per raccontare il terremoto e mostrarsi in prima persona a tutti coloro a cui chiederà di sostenere il suo progetto: