Fonte Ispra

Oggi è la Giornata mondiale dell'acqua

Il tema di questa edizione è "Acque sotterranee: rendere visibile l'invisibile". Secondo l'Unesco le acquesotterranee rappresentano all'incirca il 99% delle acque dolci allo stato liquido della Terra

Istituita nel 1992 dalle Nazioni Unite, oggi, martedì 22 marzo, si celebra la Giornata mondiale dell'acqua. Il tema che contraddistingue questa edizione è "Acque sotterranee: rendere visibile l'invisibile".

Situazione mondiale 
Nel rapporto Unesco redatto in occasione della Giornata viene spiegato che: "Le acque sotterranee rappresentano all'incirca il 99% delle acque dolci allo stato liquido della Terra e possono garantire enormi vantaggi sociali, economici e ambientali, anche in relazione all'adattamento ai cambiamenti climatici. "Tuttavia, nonostante la sua enorme importanza, questa risorsa viene spesso trascurata, mal gestita e addirittura sovrasfruttata" afferma il rapporto. "In un contesto di crescente scarsità idrica in numerose aree del mondo, non è più possibile ignorare l'enorme potenziale delle acque sotterranee e la necessità di una gestione attenta" il monito contenuto nel rapporto. C'è di più, dall'Unesco spiegano che "l'inquinamento delle acque sotterranee è un processo praticamente irreversibile: una volta inquinati, gli acquiferi tendono a rimanere in tale condizione". E, aggiunge il rapporto, "sono numerose le fonti antropogeniche di inquinamento delle acque sotterranee: esse si collocano per la maggior parte sulle superfici dei terreni o nelle immediate vicinanze; tuttavia numerose altre fonti immettono sostanze inquinanti al di sotto della superficie, a profondità talvolta considerevoli". Tra queste c'è sicuramente l'agricoltura come fonte inquinante rilevante che, si legge ancora nel documento: "Spesso causa la presenza di notevoli quantitativi di nitrati, pesticidi e altri fitofarmaci".

La situazione italiana 
Passando allo stato delle acque sotterranee nazionali l'Ispra ha stimato che i corpi idrici sotterranei nazionali sono 1.052 e sono molto diversi fra loro per caratteristiche geochimiche e idrologiche, quindi per la risposta alle pressioni cui sono sottoposti. Secondo Ispra circa il 58% dei corpi idrici sotterranei è in stato chimico “buono”, prevalentemente nelle aree montane e poco esposte a contaminazione, mentre il 25% risulta “scarso” a causa dell’eccesso di sostanze inorganiche quali nitrati, solfati, fluoruri, cloruri, boro, insieme a metalli, sostanze clorurate, aromatiche e pesticidi. Non risulta classificato circa il 17%, che corrisponde a un totale di 183 corpi idrici prevalentemente ubicati nel Meridione, inclusa la Sicilia. Lo stato quantitativo delle acque sotterranee misura la sostenibilità dei prelievi rispetto alla capacità di ricarica del corpo idrico nel lungo termine. Esso misura anche gli effetti indotti dalle attività umane sui processi di ricarica delle acque sotterranee. Il 61% dei corpi idrici sotterranei risulta essere ancora in buono stato quantitativo, mentre il 14,4% è “scarso” e il restante 24,6% non è ancora classificato ed è ubicato prevalentemente nel Centro (Lazio, Marche) e nel Meridione (Basilicata e Calabria).

red/cb
(Fonte: Ispra e Unesco)