Oltre 5 miliardi di particelle di plastica inquinano i mari di tutto il mondo

Una ricerca pubblicata da Plos One mostra come siano oltre 5 miliardi le particelle di plastica che inquinano i mari e gli oceani del nostro Pianeta per un totale di circa 296mila tonnellate

Sono circa 5.250 miliardi le particelle di plastica che si trovano nei mari di tutto il mondo, per un peso complessivo di circa 269mila tonnellate. A rendere nota la stima è un articolo pubblicato dal giornale scientifico Plos One.org che riporta uno studio condotto da ricercatori di vari paesi (USA, Cile, Francia, Sud Africa e Australia) che hanno effettuato 24 spedizioni (tra il 2007 e il 2013) attraverso tutti gli oceani e i mari chiusi.

A inquinare i nostri mari non sono solo bottiglie, sacchetti, polistirolo, tappi, cavi, reti, contenitori e altri materiali visibili all'occhio umano, bensì numerosi frammenti microscopici che restano nell'ambiente marino e, spesso, vengono ingeriti da organismi acquatici come pesci, tartarughe o cetacei, principalmente quelli che si nutrono di plancton, ma anche da uccelli o rettili marini. Le plastiche presenti in mare sono state differenziate dai ricercatori in due tipologie di microplastiche di dimensione inferiore a 4,75 mm, e due di dimensioni superiori, ossia mesoplastiche e macroplastiche.

Le microplastiche possono causare danni sia di tipo meccanico (intasamento o abrasione degli organi interni, infiammazioni, ecc.) che chimico, trasportando composti inquinanti idrofobici (PCB, DDT e suoi metaboliti) e rilasciando, nei processi di degradazione, altre sostanze tossiche (ftalati, alchilfenoli, ecc.). I dati hanno mostrato che il peso dell'inquinamento di plastica a livello globale è per un 75,4% composto dalle macroplastiche, un 11,4% dalle mesoplastiche, un 10,6% delle microplastiche più grandi e un 2,6% delle microplastiche più piccole.

I ricercatori ritengono che queste ingenti quantità di plastica finiscano in mare in seguito a tre principali variabili: scarichi spartiacque, densità della popolazione e di attività marittima.

"Le nostre stime suggeriscono che le due regioni oceaniche dell'emisfero settentrionale contengono il 55,6% delle particelle e il 56,8% della massa plastica rispetto al sud del mondo. Nell'emisfero australe, l'Oceano Indiano sembra avere un maggiore conteggio di particelle e peso rispetto agli oceani del Sud Atlantico e Sud Pacifico insieme" spiegano i ricercatori nell'articolo pubblicato su Plos One. I margini dell'oceano risultano essere i settori della migrazione plastica, mentre le spirali subtropicali sono aree di accumulo.


Redazione/sm