Cnsas_bloodhound

Omicidio Yara Gambirasio:
CNSAS fondamentali i molecolari
ma è l'uomo che decide

Il Presidente del Soccorso Alpino e Speleologico, Giorgio Baldracco, ha risposto con un comunicato stampa alle recenti polemiche sull'utilizzo dei cani molecolari nelle ricerche di Yara Gambirasio

In relazione ad alcuni alcun servizi televisivi ed articoli della carta stampata recentemente trasmessi e pubblicati sul caso di Yara Gambirasio, nei quali è stata messa in dubbio l'utilità e l'opportunità del ricorso ai cani molecolari (bloodhound) per il ritrovamento della giovane ginnasta scomparsa, la Presidenza nazionale del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico,  che aveva messo a disposizione le proprie unità cinofile per le ricerche, ha diffuso poco fa un comunicato stampa con cui desidera, "con serena fermezza" precisare alcune cose in merito:

"Pur trattandosi di un'attività di ricerca effettuata in scenari non di stretta competenza del Soccorso alpino e speleologico - si legge nel comunicato a firma del presidente Giorgio Baldracco - la Direzione nazionale, su specifica richiesta delle Autorità, aveva deciso di impegnare le proprie unità cinofile nel caso della scomparsa di Yara Gambirasio, garantendo il massimo impegno e qualità operativa. Proprio i bloodhound, infatti, erano stati prescelti per la specifica e delicata attività in ragione del fatto che in attività istituzionale del CNSAS si fossero registrati - e si registrano tutt'oggi - numerosi casi certificati di ritrovamenti assolutamente complessi. Ciò non toglie che, nonostante l'assoluta preparazione dei conduttori e nonostante il rigido e faticoso iter formativo e certificativo ai quali sono sottoposti anche i cani, gli stessi possano sbagliare traccia, quindi l'obiettivo del ritrovamento, per motivazioni tecniche ed ambientali più diverse.
In questo senso, si desidera ricordare come da sempre, - è approccio metodologico normalmente in uso al Soccorso alpino - ci si affida alle unità cinofile con grande fiducia, ma alla fine nell'attività di ricerca in ambiente ostile e impervio di competenza del CNSAS le scelte operative, ovvero quelle di carattere decisionale le compiano gli uomini e, non già il cane, pur importante, spesso fondamentale, per gli aspetti indiziari".

"Ciò premesso - prosegue la nota CNSAS - si rimarca che, come dovrebbe essere in realtà già ovvio e scontato, a sintesi investigativa non possa essere fatta dai nostri bloodhound o da altre razze appartenenti al CNSAS diversamente impegnate in attività di ricerca, bensì spetti di necessità ad altri soggetti ed Autorità".
"Pensiamo quindi - conclude il Presidente Baldracco - che il flop, come già la pubblica opinione avrà compreso, debba essere diversamente indirizzato"






red/pc






(fonte: CNSAS)