"Ora taccio e aspetto"
Lo stop di Gabrielli

Dopo le dichiarazioni di ieri, in cui il capo della Protezione civile polemizzava con il governo per la mancanza di fondi e per una norma contenuta nel Milleproroghe, oggi Franco Gabrielli riconduce le polemiche alla normalità

"Io ho un unico interesse: quello di governare al meglio. Adesso, come ogni buon funzionario dello Stato, mi taccio e attendo che il governo del mio paese e il Parlamento del mio Paese mi mettano in condizioni di operare''. Lo ha detto stamani a Firenze Franco Gabrielli, capo del dipartimento della Protezione Civile, al termine di un sopralluogo sui cantieri del nuovo parco della musica in corso di realizzazione a Roma, commentando quanto detto ieri sulle ricadute del Milleproroghe sull'attività del Dipartimento. "Il Milleproroghe, nel più assoluto silenzio - aveva affermato - ha messo mano alla legge 225 del 92 con riforme che, così come sono, affonderanno la Protezione civile come il Titanic". Gabrielli ha poi aggiunto: ''quali che saranno gli strumenti'' messi a disposizione della Protezione civile ''me ne faro' una ragione''.

Quanto ai contenuti del Milleproroghe sul funzionamento della Protezione civile, il Capo dipartimento ha spiegato:
''Questa è una interlocuzione che dura da oltre un mese e mezzo; ieri, non al bar Sport, ma ad uno dei più importanti convegni sul volontariato, ho voluto attirare l'attenzione su questa cosa. Quello che avevo da dire l'ho scritto a chi di dovere. Sono stato educato alla cultura per cui le leggi le fa il parlamento, i funzionari le debbono applicare, e la collettività deve sapere quali sono gli strumenti con i quali un importante sistema come quello della protezione civile si trova ad operare".


Red. - Gz