Ostia: l'inquinamento è falso, la bonifica "farlocca"

I PM indagano su una rete di appalti pilotati all'interno del X Municipio romano: nei guai nove dipendenti pubblici e alcuni imprenditori

Un mega inquinamento fasullo, per raccogliere i soldi per la bonifica e favorire appalti pilotati. La magistratura ha aperto un'inchiesta su un presunto business fraudolento ad Ostia, nel litorale romano. Un'area dove da settimane gli inquirenti hanno puntato il faro, attirati da operazioni poco chiare che mescolano criminalità organizzata e pezzi di istituzioni.
Secondo i magistrati gli esami chimici sulle acque del Canale dei Pescatori di Ostia sarebbero stati falsificati per simulare un forte inquinamento e far lievitare il costo della bonifica. Con la scusa della "somma urgenza" gli appalti sarebbero stati affidati a ditte amiche, senza regolari bandi di gara. Secondo i PM questo episodio sarebbe solo la punte dell'iceberg di altri affari illegali, nel "verminaio delle concessioni", così è definito agli atti, del X municipio romano di Ostia.
Al centro delle indagini ci sarebbe Aldo Papalini, l'ex responsabile dell'ufficio tecnico rimosso da qualche giorno dal neo sindaco di Roma, Ignazio Marino. E' indagato con altre otto persone. I capi d'accusa? Falso in atto pubblico, abuso d'ufficio e corruzione.
Martedì negli uffici del Municipio si è presentata la Capitaneria di Porto accompagnata dai Carabinieri, che hanno con un blitz sequestrato diversi fascicoli relativi agli appalti, con alcuni computer.
Sotto la lente d'ingrandimento altri appalti, che riguardano la pulizia delle spiagge, la manutenzione delle strade, la ristrutturazione di edifici pubblici.
Un terremoto nella località balneare, che in questo periodo è all'apice delle presenze turistiche. Ma il sospetto che ci fosse qualcosa di strano nel X municipio c'era da tempo. E la presenza della criminalità, che ultimamente si è fatta sentire anche con alcune sparatorie e intimidazioni, è tutt'altro che sconosciuta.


red/wm