"Pace, diritti, accoglienza e ambiente". Misericordie: ecco l'Europa che vogliamo

In vista delle elezioni europee la Confederazione delle Misericordie spiega quali sono secondo lei i valori a cui dovrebbe tendere l'Unione Europea del futuro

A pochi giorni dalle elezioni europee dell'8 e 9 giugno la Confederazione delle Misericordie ha pubblicato un documento in cui disegna i valori che vorrebbe fossero alla base dell'Unione Europea.

La pace come principio cardine
In generale l'Europa delle Misericordie deve essere “Un’Europa della pace, dei diritti, solidale e dell’accoglienza” si legge sul sito dell'associazione. In modo particolare, spiegano dalle Misericordie: “il documento ha come principio cardine l’impegno a costruire un’Europa della pace, che ripudi la guerra come strumento di risoluzione delle controversie e investa nella diplomazia invece che nella corsa agli armamenti promuovendo un’idea di sicurezza basata sulle politiche di cooperazione, la promozione dei diritti umani, lo sviluppo sostenibile, la cultura delle differenze”.

Difesa dei diritti e welfare
In questa visione politica promossa dall'associazione non possono mancare poi la difesa dei diritti. Le Misericordie infatti vogliono un Paese in cui: “viene promossa l’idea di affidare al rinnovato Parlamento europeo un ruolo di vigilanza per la tutela in tutti i suoi stati membri delle regole minime della democrazia a partire dalla divisione dei poteri, della piena libertà di associazione e manifestazione”. In particolare poi, “per costruire un’ Europa solidale, a livello centrale e di singoli Stati”, viene ritenuto prioritario promuovere e sostenere politiche di welfare basate sui diritti e sul benessere di tutte le persone che vivono nell’Unione “in modo da contrastare le diseguaglianze e promuovere la coesione sociale”.

Accoglienza e inclusione
Inoltre va sostenuta una politica europea dell'accoglienza che miri all'inclusione dei migranti e dei richiedenti asilo “contrastando le pratiche dei respingimenti collettivi, garantendo sicurezza in mare il soccorso delle vite umane” sottolineano le Misericordie. Accanto a questo, è poi necessario – prosegue il documento pubblicato dalla Confederazione - “condannare con forza la tratta di esseri umani, la prostituzione e lo sfruttamento sessuale, adottando interventi mirati di prevenzione e garantendo a chi è vittima di questi fenomeni l’accesso ai servizi essenziali al fine di raggiungere l’obiettivo di un’integrazione sociale a lungo termine”. In questo senso bisogna “abrogare gli accordi sull'esternalizzazione delle frontiere con gli Stati europei che subappaltano gli obblighi in materia di asilo e comportano trattamenti che violano i diritti delle persone in movimento”. Di qui il monito nei confronti dell'agenzia europea Frontex che “deve operare in modo da consentire agli Stati membri il rispetto del diritto internazionale ed essere maggiormente informata ad obblighi di trasparenza e reporting”.

Ambiente 
La Confederazione non dimentica l'altro tema cardine di questi tempi: l'ambiente. “Una questione della massima urgenza, l’ora di agire è adesso - spiega il presidente delle Misericordie Domenico Giani- . L’Europa deve riprendere senza indugio la strada per la piena sostenibilità ambientale”. Un progetto che si realizza seguendo quanto stabilito dagli accordi di Parigi. “Non vorremmo ci fossero ripensamenti da parte della leadership europea su questo tema, su cui invece occorre tenere la barra dritta: serve affrontare una transizione ecologica giusta e inclusiva” aggiunge Giani.

Il futuro delle organizzazioni 
Inclusione e libertà sono infine alla base del lavoro delle organizzazioni della società civile e del terzo settore. “Sarebbe grave- si legge nel documento - appesantire gli obblighi burocratici e rendicontativi, nella presunzione che le organizzazioni non governative possano costituire il veicolo poco credibile di influenze straniere occulte. Vanno scongiurate le minacce interne alla democrazia definendo politiche rispondenti agli obiettivi delineati nei Trattati Europei. L’Unione Europea si dovrebbe dotare di una Civil Society Strategy per il rafforzamento e tutela degli human rights defenders, coloro che difendono e tutelano i diritti umani”.

Red/cb

(Fonte: Misericordie)