Fonte Parco Nazionale D'Abruzzo, Lazio e Molise, Facebook

Parco Nazionale d'Abruzzo, il caso dei 18 lupi trovati morti nella stessa area

Le analisi, compiute dall’Istituto Zooprofilattico di Abruzzo e Molise, hanno individuato la presenza di pesticidi usati in agricoltura in 13 carcasse su 18. L’ipotesi è che siano stati utilizzati per bocconi avvelenati contro gli animali.

Nel Parco Nazionale d’Abruzzo, almeno 18 lupi sono stati ritrovati morti, forse per avvelenamento. Cinque esemplari sono stati ritrovati nella zona di Alfedena, otto a Pescasseroli, quattro a Bisegna e uno a Barrea (tutti nella provincia dell’Aquila). Sono state trovate morte anche tre volpi e una poiana.

Le analisi, compiute dall’Istituto Zooprofilattico di Abruzzo e Molise, hanno individuato la presenza di pesticidi usati in agricoltura in 13 carcasse su 18. L’ipotesi è che siano stati utilizzati per bocconi avvelenati contro gli animali.

L’Ente nazionale per la protezione animali (Enpa) sostiene che la presenza di individui di specie diverse morti nella stessa area rafforzerebbe l’ipotesi di avvelenamento. La procura di Sulmona ha aperto un’indagine contro ignoti.

Secondo Legambiente, si tratta di “un fatto gravissimo  e di un attacco senza precedenti alla fauna selvatica protetta. Si tratta della pagina più brutta del nostro Paese e una vergogna nazionale, che mina anche il lavoro di tutela e conservazione della biodiversità portato avanti in questi anni con impegno, rigore scientifico e passione dal Parco nazionale tra i più antichi d’Italia”. “Chiediamo al Governo e al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di convocare con urgenza, a Pescasseroli, un tavolo nazionale coinvolgendo il Parco, le autorità preposte all’indagine, i comuni ricadenti nell’area protetta e le tante associazioni e realtà che da anni operano sul territorio e per la tutela della natura”, conclude Legambiente.

RED/MT 

Fonte: Legambiente; Il Post