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Patrimonio artistico: 7.000 i recuperi effettuati nelle zone terremotate

Nelle quattro regioni colpite dal terremoto, proseguono le attività condotte dal Dipartimento e dal Mibact con le strutture operative per tutelare il patrimonio artistico e culturale, definire gli interventi di messa in sicurezza e, per le chiese, rilasciare anche il giudizio di agibilità

Nelle quattro regioni colpite dal terremoto dei mesi scorsi, continuano le attività di tutela del patrimonio artistico e culturale avviate a poche settimane dalla prima scossa - del 24 agosto - e incrementate dopo gli eventi di ottobre. Il Dipartimento della Protezione Civile, insieme alle Strutture operative è impegnato a fianco del Ministero dei beni e delle attività culturali e del Turismo in attività specifiche che vanno dal rilievo del danno al recupero dei beni mobili. Dal 12 settembre, infatti, il Mibact ha realizzato sopralluoghi speditivi (di primo livello) sui beni culturali immobili, per tracciare il quadro generale dei danni al patrimonio culturale. In base alle segnalazioni dal territorio, sono stati avviati inoltre sopralluoghi più approfonditi (di secondo livello) su chiese ed edifici di particolare interesse storico. Questi sopralluoghi, condotti da funzionari Mibact ed esperti strutturisti di Università e centri di competenza del Dipartimento, consentono di individuare i danni ai beni, definire gli interventi di messa in sicurezza e, per le chiese, consentono di rilasciare anche il giudizio di agibilità. Dopo gli eventi sismici del 26 e del 30 ottobre, l'attività di rilievo del danno è stata interrotta per motivi di sicurezza ed è ripresa il 28 novembre, tenendo conto anche delle ulteriori segnalazioni, sia nuove sia di aggravamento dei danni. Oltre 1.000 le chiese verificate precedentemente al 30 ottobre, di queste il 30% erano risultate agibili, il 44% inagibili, il 26% parzialmente agibili o agibili con provvedimenti. Dagli esiti di agibilità condotti su 151 edifici a partire dal 28 novembre, invece circa il 15% risultano agibili, il 35% inagibili, il 50% parzialmente agibili o agibili con provvedimenti.

Squadre composte da personale del Mibact, dei Vigili del Fuoco, del Comando dei Carabinieri per la Tutela Patrimonio Culturale e del volontariato di protezione civile specializzato sono impegnate nel recupero di beni archivistici, tele, statue. Ad oggi sono circa 7.000 i recuperi realizzati in oltre 200 edifici. Per proteggere il patrimonio culturale dalle intemperie, i Vigili del Fuoco, l'Esercito e il Mibact sono inoltre al lavoro per coprire le strutture e i beni presenti all'interno degli edifici. Sono stati programmati 90 interventi e, di questi, oltre la metà è già stata portata a termine.

Per quanto riguarda la messa in sicurezza dei beni immobili, che puntano a tutelare la pubblica incolumità oltre a evitare danni ulteriori al patrimonio, sono oltre 200 gli interventi realizzati, in parte condotti dai Vigili del Fuoco con il Mibact, in parte da ditte private individuate dal Mibact, dai Comuni o dalle Diocesi.

La rimozione delle macerie è stata al momento avviata nei centri storici di Amatrice e di Accumoli. Per questi Comuni le macerie sono stoccate, rispettivamente, nei depositi temporanei di Posta e di Terracino. Le macerie sono classificate in tre tipologie: beni tutelati (di tipo A), edilizia storica (di tipo B), edifici privi di interesse culturale (di tipo C). Gli esperti del Mibact supervisionano le operazioni di rimozione e stoccaggio e curano la selezione degli elementi di pregio storico-artistico nei depositi temporanei, con il supporto del volontariato di protezione civile.

red/lg

(Fonte: Dpc)