Il capo dipartimento Gabrielli ad Alessandria con il sindaco MR Rossa (foto: US Comune AL)

Pianificare il territorio insieme alla protezione civile: l'esempio di Alessandria

Primo in Italia, il Comune di Alessandria ha approvato un atto di indirizzo politico amministrativo che prevede obbligatoriamente il parere della protezione civile per ogni atto di pianificazione territoriale e progetto di opere pubbliche

Non aveva nascosto la propria soddisfazione il Capo Dipartimento della Protezione civile Franco Gabrielli chiamato ad Alessandria a partecipare alla presentazione dell'atto di indirizzo politico-amministrativo adottato dall'amministrazione comunale: si tratta di un atto che stabilisce che ogni progetto di pianificazione territoriale generale e di opere pubbliche che possano determinare modificazioni d'uso del territorio, necessiti obbligatoriamente del parere preventivo, anche se non vincolante, della Protezione civile.

Queste disposizioni se da una parte attribuiscono un carattere inderogabile alla prevenzione nella gestione del territorio, dall'altra riconoscono alla protezione civile il ruolo strategico e sinergico nelle azioni messe in atto per la salvaguardia e difesa del ben comune.
Gabrielli aveva infatti definito la procedura adottata "un messaggio importante e lungimirante", riconoscendo livelli di eccellenza alla Protezione civile piemontese in genere e a quella di Alessandria in particolare, primo comune in Italia ad aver aver adottato questo iter.


Per comprendere meglio di cosa si tratta, abbiamo posto qualche domanda a Cristina Sinelli, Funzionario Responsabile della Protezione Civile del Comune di Alessandria:

Dott.ssa Sinelli, la richiesta di parere obbligatorio della protezione civile, a chi esattamente verrà rivolta, con quali modalità e a quale punto della progettazione?
"La procedura prevede che il parere venga espresso dal Servizio Protezione Civile del Comune prima del passaggio nella Commissione Consiliare competente. In questo momento, per esempio, mi è stato richiesto parere sulla variante produttiva e stiamo mettendo a punto per la prima volta come procedere. La prima valutazione è verificare il posizionamento delle aree interessate rispetto ai vari scenari di rischio quindi, preso atto del tipo di attività prevista, esprimere la valutazione.
Dal momento che il Servizio Protezione Civile comprende anche l'Ufficio Danni alcuni ragionamenti saranno effettuati anche in base ai dati in nostro possesso relativi a tutti gli eventi occorsi (non solo alluvione) dal '94 ad oggi"
.

Il parere della protezione civile verrà richiesto per tutte le opere di pianificazione territoriale generale e sui progetti di opere pubbliche che possano determinare modificazioni d'uso del territorio o sono contemplate eccezioni?
"Nessuna eccezione, verrà richiesto su tutto".

Il parere non è vincolante: cosa succede se la Protezione Civile dà parere contrario?
"Il parere è obbligatorio, ma non vincolante perché i pareri vincolanti vengono individuati per legge; la decisione finale spetta comunque, per es. in caso di PRGC, alla Commissione e, quindi, al Consiglio. L'intento è quello di arrivare con pianificazione e opere già analizzate anche sotto un'ottica nuova o, meglio, ulteriore. Il parere preventivo è positivo per noi operatori perché siamo portati a conoscenza, già in fase progettuale, delle modifiche che subirà il territorio e non lo troviamo già modificato. In questo modo, oltre a poter esprimere un parere e, quindi, attuare quella che è l'attività istituzionale di prevenzione nel suo significato più serio e concreto, abbiamo anche il tempo di calibrare la risposta di Protezione Civile".

Ad opera compiuta è previsto il sopralluogo da parte della protezione civile che ha dato parere favorevole?
"L'espressione del parere non è una Direzione lavori. Comunque, in genere, il Servizio Protezione Civile è molto sul territorio ed opera secondo le sue competenze ossia segnalando in genere situazioni non conformi a chi di competenza".




Patrizia Calzolari