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Piemonte, presentazione studi su terremoti in zone a medio-basso rischio sismico

Si parlerà delle ricerche che stanno conducendo UniTo, Cnr Torino e Arpa Piemonte in occasione del seminario di presentazione del premio di laurea AVUS

Pur essendo considerata una zona a medio-basso rischio sismico, in passato, anche in Piemonte si sono verificati diversi eventi sismici rilevanti. Domani, alle 10:30, all'università di Torino - Dipartimento di Scienze della Terra, in occasione della presentazione del premio di laurea AVUS 2019 (rivolto agli universitari che hanno effettuato studi sulla prevenzione sismica e sulla resilienza delle popolazioni e dei territori), saranno presentate alcune ricerche sui terremoti in Piemonte in corso presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Torino, con la collaborazione del CNR Torino e Arpa Piemonte.

"Stiamo conducendo
- spiega Giandomenico Fubelli, ricercatore del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Torino - studi per individuare faglie che possano potenzialmente causare terremoti più forti di quelli storicamente noti in Piemonte. Lo studio dei territori caratterizzati da medio-bassa sismicità, e ricordo che come tale era classificata anche l’area emiliana prima del terremoto del 2012, è la nuova frontiera della ricerca scientifica sul tema, anche in ragione del fatto che le evidenze sul terreno di tali eventi sono molto più difficilmente individuabili di quanto è possibile osservare nelle aree appenniniche".

Il Piemonte, come buona parte dell’Italia nordoccidentale, è considerata una zona a medio-basso rischio sismico. "Se questo è senz’altro vero
- ha proseguito Fubelli - per quanto riguarda la frequenza di eventi registrati in tempi recenti, di sicuro non lo è per quanto concerne gli eventi del passato, rilevati da testi storici che testimoniano diversi sismi che hanno coinvolto le aree piemontesi. Le testimonianze più note riguardano il terremoto del Pinerolese del 1808, un 5.7 della Richter con 2 morti, 6.000 edifici danneggiati e quelle in provincia di Alessandria del 1828 – che colpì almeno 15 comuni. Non si conoscono ancora le sorgenti sismogenetiche di questi due sismi e dunque non sappiamo se è lecito attendersi magnitudo superiori anche nell’area piemontese. Lo studio geologico e geomorfologico delle aree dove il risentimento di tali terremoti è stato maggiore può produrre una maggiore consapevolezza delle zone dove il terremoto ha colpito maggiormente in passato, anche in relazione a fenomeni di amplificazione sismica locale e dovrebbe dare la giusta spinta alla realizzazione di infrastrutture e abitazioni che siano costruite con appropriate caratteristiche antisismiche".

Prevenzione e salvaguardia della vita umana sono al centro del Premio AVUS, ideato e voluto dall'associazione AVUS (Associazione Vittime Universitarie Sisma), formata dai genitori degli studenti che persero la vita a L’Aquila nel 2009, e dal giornalista Umberto Braccili. Da allora Sergio Bianchi, presidente dell’AVUS, con altri papà e madri, instancabilmente ha incontrato migliaia di giovani studenti di tutte le Università italiane, in giro per l’Italia. Grazie a questo premio, nato nel 2013, molte sono state le tesi e le attività di ricerca sul tema della prevenzione.

red/mn

(fonte: Associazione Italiana Geomorfologi)