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Pokémon Go, psicosi o opportunità? Ecco gli effetti della app dei record

Pikachu, Charmander, Jigglypuff. Tutti li cercano, tutti li vogliono, tutti ne parlano. La caccia ai Pokémon è ormai scoppiata anche in Italia. Ma cosa si nasconde dietro la app che ha battuto ogni record (anche quelli economici)? Quali sono i rischi e quali i vantaggi? Dagli incidenti stradali agli adescamenti, dagli arresti ai furti sventati. “Pokémon Go”, ecco cos’è e come funziona. Tra limiti e opportunità

“Il dibattito sul referendum? Surreale come la caccia ai Pokémon”. Ecco, questa battuta del Presidente della Repubblica sancisce - sempre che ce ne fosse bisogno - la viralità di un fenomeno che sta diventando qualcosa in più di un semplice gioco. Il contagio (o forse sarebbe meglio definirla “curiosità”?) ha avuto inizio ben prima dell’approdo di “Pokémon Go” sugli store italiani. Prima dell’isteria è scoppiata l’ironia. Sui social, ma non solo. Battute, prese in giro, parodie. Tutto sembrava confinato al mondo nerd con scambi di opinioni, consigli e trucchetti da far circolare su forum dedicati e social network. E invece no, la metafora invade anche la dialettica politica. Così i Pokémon vengono citati pure da Sergio Mattarella.



Più ricercati del “porno” - Ma di che gioco si tratta? E’ pericoloso oppure no? Se lo chiedono ad esempio i genitori di ragazzi e ragazze che ormai camminano con lo smartphone in mano e gli occhi puntati sullo schermo alla ricerca di chissà quale Pokémon (meglio se raro). “Ma dove sono? Dove si nascono?” si domanderà qualcuno. La risposta è apparentemente semplice: sono ovunque.
A chiederselo sono quegli adulti - ma non solo loro - che il gioco non l’hanno provato e che forse non leggono neppure quel mare magnum di articoli di costume, gaming, economia e società che tutto il mondo sta dedicando al fenomeno. Basti pensare che nelle ricerche su Google i Pokémon hanno perfino superato il porno. Ma gli adulti (madri e padri compresi) che hanno scaricato la app sul proprio telefono sono tanti. Anzi, tantissimi. Il contagio ha coinvolto anche loro. La ricerca massiva di queste creature che sembravano scomparse con le vhs dei cartoni anni novanta non conosce limiti di età.


 
Una app da record - Come spesso accade, dalla conoscenza alla consapevolezza il passo non è affatto breve. Anzi. Quindi cominciamo dall’inizio. Parlando di “Pokémon Go” si scomoda il concetto di “realtà aumentata”. Ma questa caccia di fatto non porta alla reale interazione con l'ambiente circostante, né lo modifica. Tutto però si sviluppa sfruttando la geolocalizzazione. Quindi sì, occorre muoversi per scoprire punti d’interesse (monumenti, chiese, targhe commemorative o edifici storici che possono fornire sfere poké, uova da incubare e altri oggetti utili al gioco), per individuare e catturare Pokémon, per combattere nelle palestre presenti sul territorio.
A partire dagli Usa, primo paese in cui Pokémon Go è stato reso disponibile, questa app ha vissuto una rapida ascesa. La sua popolarità è cresciuta in fretta producendo risultati economici inimmaginabili: questo gioco per mobile è il più scaricato e partecipato di sempre e secondo SuperData, azienda leader di settore che misura l'impatto dei prodotti digitali, il suo rendimento quotidiano si aggira attorno ai 4 milioni di dollari. Roba da far impallidire anche il mondo del calcio. Come a dire che in poco più di venti giorni, con questi ricavi, ci si potrebbe permettere l'acquisto di Higuain.
La app si scarica gratuitamente, ma esiste un “negozio” in cui si possono comprare monete per l’acquisto di strumenti di gioco. Senza considerare poi il bracciale (vero, non virtuale) che permette di catturare i Pokémon mimando davvero il lancio dello sfera (Poké Ball).   

Quanti limiti - Quando un fenomeno si diffonde a tal punto e diventa globale, analizzare pro e contro diventa inevitabile. Si valutano minacce, rischi e pericoli spesso non evidenti che si annidano tra le pieghe di un’attività ludica. Ci sono prima di tutto limiti tecnici: la batteria che si consuma troppo in fretta, la app che a volte si blocca nel momento del lancio, la geolocalizzazione approssimativa e qualche bug sparso. Lo scopo finale? Catturare tutti i Pokémon (e di conseguenza ottenere tutte le medaglie, che corrispondo a obiettivi specifici). Ma per farlo occorre esplorare il mondo, muoversi, interagire. Un comportamento che secondo Telefono Azzurro comporta dei rischi. Il pericolo, secondo l’associazione, è quello degli adescamenti e della pedofilia.
“In questo mondo virtuale le differenze di età sono annullate” spiega Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro e docente di neuropsichiatria infantile. “E questo rischia di essere una grossa fonte di pericoli per i minori. Si ritrovano soli e senza difese, esposti alle mire di malintenzionati. E’ proprio in questi spazi che si insinuano i fenomeni dell’adescamento online e della pedofilia. Occorre che bambini e ragazzi sviluppino una maggiore responsabilità nell’uso di questi strumenti”.



I pericoli in strada - Il tema centrale è proprio quello della geolocalizzazione. Nel Missouri, ad esempio, quattro rapinatori armati hanno derubato undici adolescenti in una zona isolata. Sì, perché il passa parola, tra i giovani, è immediato. “Ecco dove si trova Pikachu”. Se lo scrivono nei forum o su WhatsApp. E vanno lì, alla ricerca del Pokémon raro. Ma, come loro, anche altri possono essere a conoscenza di quell’ambito premio. E il cacciatore diventa preda.
Il pericolo non si limita però agli adescamenti, che da virtuali diventano reali. Sempre nel Missour una donna incinta è stata travolta in strada mentre era a caccia di Pokémon. Non è un caso isolato: incidenti stradali e investimenti sono infatti conseguenza della distrazione e dell’irresponsabilità. D’accordo, tra le notizie in arrivo da tutto il mondo occorre saper riconoscere le bufale (ne circolano tantissime). Ma il rischio c’è. E così Asaps, l’associazione sostenitori della Polstrada, chiede al governo d'intervenire in fretta: "La app minaccia la sicurezza stradale. Sequestrare i telefoni in caso di incidenti, sia al guidatore sia ai pedoni”. Perfino Codacons lancia un appello in tal senso (presentato un esposto alla Procura di Roma affinché apra un'indagine per “attentato alla sicurezza dei trasporti”).



Contro la legge - Il pericolo non è solo in strada. La dislocazione dei Pokémon è infatti imprevedibile. Può capitare di catturarne uno al Louvre, ad esempio. (O in una zona off-limits). E' il momento dello screenshot. Si scatta la foto ricordo della cattura. Ma che fine fanno i diritti d’immagine dell’opera su cui zompetta Charmander? Peggio ancora: in Bosnia c’è chi si è spinto fino a un’area disseminata da mine antiuomo per andare a caccia di Pokémon (immediata la reazione dell’associazione "Posavina bez mina" che da anni si batte per la bonifica). Per catturare queste creature c’è perfino chi è entrato in basi militari (con conseguente arresto) e chi è scampato alle pallottole perché scambiato per un ladro. La caccia, quindi, al di là del rischio oggettivo per la persona porta a infrangere limiti e leggi. Ma a venir meno è anche il rispetto per certi luoghi simbolo. Come ad esempio a Fukushima: la compagnia elettrica che gestisce la struttura ha chiesto alla Nintendo di rendere impossibile la presenza virtuale di Pokémon nel terreno intorno ai reattori.

Ci sono anche cose buone - Non tutti però si schierano contro. A fare la differenza non sono i casi di cronaca a lieto fine (rapine sventate, malviventi catturati, pedofili individuati e fatti arrestare; tutto cose davvero accadute). No, ci sarebbe altro. Andare a caccia di Pokémon nei corridoi dell’ospedale psichiatrico faciliterebbe la socializzazione dei piccoli pazienti. L’hanno sperimentato con successo al Mott Children's Hospital, in Michigan, anche se altri ospedali hanno preferito vietare l’uso della app. Ma non è tutto. Secondo alcuni medici - è il caso di James Levine, esperto di obesità - giocare può far bene alla salute. “E’ vero, esistono insidie” ha detto. “Ma per qualcuno lo sforzo di uscire di casa può rivoluzionare la vita. Mentre si gioca il corpo rilascia endorfine, il cervello viene gratificato e impara quanto può essere piacevole il movimento". Anche secondo John Grohol, esperto dell’impatto della tecnologia sul comportamento umano e sul benessere psicologico, giocare muovendosi può avere benefici per la salute, sia fisica sia mentale. Pokémon Go aiuterebbe i giovani a combattere ansia, depressione e solitudine. “Penso sia sbagliato l'atteggiamento dell'esperto che distrugge qualsiasi nuovo fenomeno. Esistono anche aspetti positivi” dice Antonella Bozzaotra, presidente dell'Ordine degli psicologi della Campania. "Ci lamentiamo dei ragazzini che restano troppo tempo in casa attaccati a tablet e smartphone, come se tra l'altro glieli avesse portati Babbo Natale... Pokémon Go invece li costringe a uscire in strada e a confrontarsi tra loro". Senza considerare le opportunità di aggregazione che offrono i raduni (reali) che vengono organizzati ormai in ogni città.

In conclusione - Il gioco è sbarcato in Italia il 15 luglio. A circa due settimane dal suo rilascio anche nel nostro paese è scoppiata un’incontenibile mania. Al di là delle posizioni favorevoli o contrarie, del precario equilibrio tra vantaggi e svantaggi e andando ben oltre le posizioni ideologiche di chi si schiera pro (o contro) questo tipo di tecnologia, be’, ciò che più conta - come in ogni situazione - è il buonsenso. Cedere all’eccesso significa mettere a rischio noi stessi e gli altri. Il pericolo (quello più diffuso) è di lasciare spazio alla follia. Con un po' di conoscenza e consapevolezza in più non c’è niente che possa nuocere. Neppure Pokémon Go.

gianluca testa