Prevenire il rischio idraulico nelle zone terremotate

Prevenire ulteriori emergenze nei territori già colpiti dal sisma: questo lo scopo del "Piano interregionale di emergenza per il rischio idraulico del territorio interessato dagli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012" approvato dalla regione Emilia Romagna e redatto d'intesa con la regione Lombardia

I terremoti che hanno devastato alcune zone dell'Emilia, Lombardia e Veneto nel maggio scorso hanno causato ingenti danni anche ad alcune opere di bonifica e di difesa idraulica di rilevanza strategica per la sicurezza del territorio. Per questo motivo l'Agenzia regionale per la protezione civile dell'Emilia Romagna, d'intesa con la Regione Lombardia e col parere positivo del Dipartimento nazionale della Protezione Civile, ha elaborato un Piano interregionale di emergenza per il rischio idraulico del territorio interessato dagli eventi sismici del 20 e del 29 maggio 2012, approvato dal presidente dellaRegione Vasco Errani con decreto 151 del 16 novembre 2012).

"L'obiettivo del piano interregionale, che si concentra sulle aree colpite dal sisma - spiega
Paola Gazzolo assessore regionale alla Difesa del suolo e Protezione civile dell'Emilia Romagna - è prevedere azioni per la salvaguardia dell'incolumità dei cittadini attraverso una pianificazione di emergenza chiara ed efficace".
Nel Piano vengono ipotizzati alcuni scenari di rischio idraulico, quali allagamenti "controllati" in aree individuate, vengono stabilite le modalità di interconnessione tra i canali del reticolo idrografico gestito dai Consorzi di Bonifica del territorio interessato e definito il modello di intervento - in pratica il chi fa che cosa - in capo alle istituzioni ed enti coinvolti. Il Piano di emergenza, considerato che lo scenario coinvolge territori dell'Emilia-Romagna e della Lombardia, assume valenza interregionale e costituisce indirizzi per il necessario adeguamento della pianificazione di emergenza provinciale e locale.

Si tratta quindi di un'azione di concreta di  prevenzione a tutela di un territorio già in sofferenza: il piano contiene l'elenco delle  infrastrutture idrauliche danneggiate, per la maggior parte delle quali sono già previsti interventi urgenti per il ripristino della loro funzionalità (di cui molti saranno completati entro dicembre 2012) e fornisce anche indirizzi per l'adeguamento della pianificazione provinciale e locale. vengono inoltre prese in considerazione anche la le "criticità indotte" vale a dire quei danni provocati dal terremoto che si ripercuotono su zone non direttamente interessate dagli eventi sismici.  

Alla redazione del Piano hanno collaborato le Autorità di Bacino del Fiume Po e del Fiume Reno, i Consorzi di Bonifica, i Servizi tecnici di Bacino, l'Aipo, il Centro funzionale Arpa Simc, le Prefetture, i Vigili del Fuoco, il Corpo Forestale dello stato e le Province.



Patrizia Calzolari