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Prevenzione e risposta emergenze: passa il testo Ciambetti all'Ue

L'obiettivo è potenziare cooperazione tra regioni europee in materia di rischi e catastrofi ambientali. Tra le misure proposte c'è anche la creazione di una banca dati condivisa dei mezzi a disposizione

Fare più prevenzione e formazione, ma anche potenziare la cooperazione transfrontaliera fra regioni europee per migliorare la risposta alle catastrofi naturali. Questi i punti principali del parere approvato all'unanimità dalla plenaria del Comitato europeo delle Regioni, di cui è relatore il presidente del Consiglio regionale del Veneto Roberto Ciambetti. "La stesura del testo è stata molto partecipata, e ha coinvolto, oltre alla Commissione europea, anche le Nazioni Unite, che hanno chiesto d'inserire nel parere una parte dedicata alla loro campagna sulle città resilienti" sottolinea Ciambetti. "In Veneto lavoriamo già bene e abbiamo collaborazioni con le vicine Friuli Venezia Giulia, Trentino e Alto Adige - continua - ma sono cose che, soprattutto sul confine con l'Austria, possono sicuramente essere migliorate".

Fra le richieste avanzate da Ciambetti nel suo parere, che ora sarà trasmesso alle altre istituzioni europee, c'è quello di creare banche dati condivise su mezzi e materiali a disposizione, potenziare la formazione degli amministratori locali sulla prevenzione e la gestione delle catastrofi, ma anche l'istituzione di comitati scientifici per migliorare la definizione degli scenari di rischio e la creazione della figura del 'Disaster Risk Manager', che possa affiancare gli amministratori nei momenti sia di emergenza che di pianificazione della risposta ai disastri naturali.

E vanno sulla strada indicata da Ciambetti, quella della cooperazione iterregionale a livello europeo, le prospettive di una più stretta collaborazione tra Italia e Serbia nell'affrontare situazioni di emergenza e conseguenze di calamità naturali. Questi temi infatti sono stati al centro di un colloquio tra Angelo Borrelli, il capo del Dipartimento della Protezione Civile, e il ministro dell'interno serbo Nebojsa Stefanovic, tenutosi ieri a Nis, nel sud della Serbia.

Come ha riferito in un comunicato il ministero dell'interno a Belgrado, Borrelli ha espresso la disponibilità all'invio in Serbia di esperti italiani che lavorino congiuntamente con i colleghi serbi alla definizione di piani di prevenzione. Stefanovic da parte sua ha sottolineato l'interesse della parte serba a programmi di addestramento congiunto di specialisti della protezione civile.

 Angelo Borrelli ha anche assistito alle esercitazioni internazionali nel campo della protezione civile, denominate 'Serbia 2019', protrattesi per tre giorni e conclusesi oggi a Nis con una cerimonia alla quale e' intervenuto il presidente serbo Aleksandar Vucic, insieme ai ministri dell'interno Stefanovic, della difesa Aleksandar Vulin, della giustizia Nela Kuburovic. Presente fra gli altri il ministro della protezione civile russo Ievghieni Zinicev. Alle esercitazioni, che hanno coinvolto anche il Centro umanitario serbo-russo di Nis, hanno preso parte oltre 500 uomini di sette Paesi - Serbia, Russia, Ungheria, Bosnia-Erzegovina, Macedonia del Nord, Turchia, Cuba.

Red/cb
(Fonte: Ansa)