Prevenzione sismica efficace sul nuovo e sull'esistente: seminario il 16/9 a Bologna

Dobbiamo accettare il fatto che il nostro sia un Paese ad elevato rischio sismico e che non possiamo limitarci a sperare che a noi non accada mai. Il terremoto è una realtà di cui bisogna tenere conto, ma da cui possiamo anche difenderci prevenendone le conseguenze con edifici sicuri e comportamenti resilienti. Il 16 settembre a Bologna un seminario sulla protezione degli edifici nuovi ed esistenti grazie alle moderne tecnologie

E' ormai prossimo a Bologna il seminario annuale di formazione "Edifici ed impianti, di nuova costruzione ed esistenti, e patrimonio culturale, protetti dal terremoto grazie a moderne tecnologie", che si terrà il prossimo 16 settembre, appuntamento rivolto ai professionisti del settore e al pubblico interessato.
Focus dell'incontro saranno le normative, le nuove sperimentazioni, la progettazione, la  realizzazione, il collaudo e il monitoraggio sismico degli edifici e del patrimonio culturale.
Il seminario promosso dall'Ordine degli Architetti di Bologna, è organizzato da GLIS Isolamento ed altre Strategie di Progettazione AntisismicaENEA, Ordine degli Ingegneri della Provincia di Bologna Antel - Associazione nazionale tecnici enti locali  e Gruppo Italiano Sewc - Structural Engineers World Congress, che da anni organizzano danno vita a incontri e seminari su queste tematiche, oggi tristemente più che mai attuali.

La necessità di proteggere sismicamente gli edifici vecchi e nuovi e il nostro inestimabile patrimonio culturale, è stata nuovamente ed energicamente ribadita, in un recente  articolo pubblicato su Notizie.Tiscali.it  ("Ma quale terremoto violento, è colpa nostra che siamo troppo vulnerabili"dall'Ing. Alessandro Martelli,  Presidente GLIS, fondatore e Vicepresidente ASSISi (Anti-Seismic Systems International Society) e fra i principali e più attivi organizzatori di questa e delle precedenti iniziative sull'antisismica.

"Come già il terremoto di magnitudo 6,3 in Abruzzo del 2009 - scrive Martelli su Tiscali.it - quello di magnitudo 6,0 che ha devastato Amatrice e località limitrofe la notte del 24 agosto certamente non è stato estremamente violento, anche se i suoi effetti sono stati aggravati dalla superficialità dell’evento. Esso, quindi, ha riportato all’attenzione di tutti la gravissima situazione riguardante la vulnerabilità sismica del nostro edificato, la perdurante assenza di adeguate politiche di prevenzione (non solo sismica) e (almeno spero) il fatto che tale situazione è una conseguenza della mancanza
in Italia, a tutti i livelli (cioè a partire dell'opinione pubblica, fino ad arrivare alle Istituzioni), della percezione dei rischi. In 'tempo di pace', sono assai pochi a parlare di prevenzione  (....) ma le immagini dei danni provocati dai recenti eventi sismici testimoniano, ancora una volta, gli effetti devastanti che un terremoto violento può produrre, soprattutto nei paesi ove l'edificato è molto vulnerabile (come in Nepal un anno fa). Soprattutto devono farci pensare i danni provocati in Giappone (paese assai più avanzato di altri quanto a sicurezza sismica delle costruzioni) dai terremoti che hanno colpito l'isola di Kyushu, perché le caratteristiche di tali eventi sono state assai simili a quelle di terremoti che possono verificarsi anche in Italia: si ricordi, in particolare, che in Italia risultano essersi già verificati eventi di magnitudo nettamente superiore a 7,0 e che dal 70% all'80% del nostro edificato non è in grado di resistere ai sismi che possono colpirlo. In generale, poi, è da sottolineare come la magnitudo di un terremoto non sia l'unico parametro a determinarne le conseguenze: esse sono ovviamente molto influenzate, oltre che dalla pericolosità sismica, anche dall'urbanizzazione dell'area colpita e dalla vulnerabilità sismica e dall'esposizione del costruito in essa esistente. La pericolosità sismica, poi, dipende anche da parametri come la profondità ipocentrale, l'estensione della rottura della faglia interessata dal terremoto e, in modo molto consistente, dalle amplificazioni locali che dipendono dal tipo di terreno sul quale sorgono le costruzioni. Ad aggravare l’elevatissima vulnerabilità sismica del nostro Paese sono il nostro grande patrimonio culturale (comprese le opere d’arte contenute in musei spesso assai vulnerabili), nonché i nostri impianti chimici a rischio di incidente rilevante (RIR), anch'essi sismicamente assai vulnerabili e  situati anche in zone ad elevata pericolosità sismica e/o relativa a maremoti, come ad esempio, in Sicilia, a Priolo-Gargallo e a Milazzo (...). Ormai, però, esistono e sono largamente applicati, anche in Italia, efficaci moderni sistemi antisismici (di isolamento sismico, di dissipazione d'energia, ecc.) e moderne tecniche di rinforzo delle strutture. Tali sistemi e tecniche:

a) sono in grado di accrescere fortemente la sicurezza delle costruzioni, proteggendo anche gli elementi non strutturali e le apparecchiature contenute ed eliminando, o quantomeno riducendo, il panico (specialmente quando è utilizzato l'isolamento sismico);
b) possono essere utilizzati sia per le nuove costruzioni sia per quelle esistenti (incluse, anche se con particolari accorgimenti, quelle monumentali);
c) per le normali costruzioni l'uso di tali tecnologie comporta costi aggiuntivi di costruzione limitati, quando non assenti".

"Non vi è, dunque, più alcuna scusa - prosegue Martelli - per non utilizzare i sistemi e le tecniche succitati, cioè per ritenere che nulla si possa fare contro il terremoto. Anche volendo assurdamente trascurare l'obiettivo principale di adeguate politiche di prevenzione (cioè le nuove vittime che si possono evitare), si ricordi che riparare o ricostruire dopo un terremoto costa il triplo di quanto si deve spendere intervenendo su di esso preventivamente, anche grazie alle moderne tecnologie (e per il rischio idrogeologico, ad esempio 5 volte tanto). Utilizzando le moderne tecnologie antisismiche (ma correttamente, anche perché la loro efficacia deve essere garantita per l'intera vita utile della costruzione), dal terremoto ci si può proteggere, eccome ma è ovviamente indispensabile non solo intervenire (correttamente) su quanto è già stato danneggiato da terremoti, ma agire anche sull'esistente non ancora colpito, tramite l'installazione di sistemi d'isolamento sismico in fase preventiva, cosa che permette, fra l'altro, di limitare molto l'interruzione dell'operatività della costruzione (ciò è particolare interesse, ad esempio, nel caso degli ospedali, le cui attività non possono essere agevolmente spostate). (...) È inammissibile il forte danneggiamento di ospedali, come è avvenuto nel sisma del 24 agosto, anzi, non basta che gli ospedali non crollino e non si danneggino, essi devono restare completamente operativi, perché è proprio dopo una catastrofe che servono maggiormente. Così come è inammissibile il crollo (od anche il solo danneggiamento) di scuole o di altri edifici per studenti, come avvenne nel 2002 a San Giuliano di Puglia e nel 2009 a L'Aquila, perché essi ospitano il futuro di ogni comunità. Anche in Italia, occorre poi finalmente distinguere tra l'edificato realmente "antico" e quello semplicemente "vecchio", demolendo quest'ultimo e ricostruendolo in modo tale che esso garantisca la sicurezza sismica (contrariamente a quanto attualmente avviene, anche per la miopia di numerose Sovrintendenze, oltre che per leggi ormai superate). Ciò vale, per gli edifici ospitati in edifici "vecchi", soprattutto (ma non solo) per quelli strategici, come, ad esempio, gli ospedali e rilevanti per la protezione civile (edifici, come detto, che dovrebbero restare operativi dopo un terremoto, anche forte) e pubblici, in particolare (ma non solo) per le scuole. Per quanto attiene a scuole, ospedali ed altri edifici strategici e pubblici che sono attualmente ospitati in edifici monumentali che non sia possibile adeguare sismicamente (e sottolineo adeguare, non solo "migliorare"), è indispensabile spostare le funzioni di tali edifici in altri che siano totalmente sicuri".

Il seminario si terrà  il  16 settembre, a Bologna, presso il Savoia Hotel Regency (Via del Pilastro 2) dalle ore 8:45 - alle ore 19:00. La partecipazione ai lavori darà diritto a 8 crediti formativi per gli Architetti PPC e 6 per gli Ingegneri.
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er info
e modalità di iscrizione: www.assisi-antiseismicsystems.org

red/pc

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