(fonte immagine: sito web Bioparco)

Primo in Europa, nasce a Roma il ''MACRI'', il Museo del Crimine ambientale

Il reato ambientale è di grandissimo impatto sociale ed è importante fonte di guadagno per la criminalità organizzata: per sensibilizzare il grande pubblico sul commercio illegale di fauna e flora in via d'estinzione è nato a Roma il MACRI, il primo Museo del Crimine ambientale

Animali imbalsamati, pelli di serpenti e carapaci di tartarughe, trappole, mezzi di cattura, statuine d'avorio e zanne di elefante: è nato a Roma, all'interno del Bioparco, il "MACRI" Museo del crimine ambientale il primo di questo genere in Europa. La struttura è stata inaugurata questa mattina dal presidente della Fondazione Bioparco di Roma, Federico Coccia, il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina e il capo dei Corpo Forestale dello Stato, Cesare Patrone. Il Museo, unico nel suo genere in Europa, ha l’obiettivo di sensibilizzare il grande pubblico sul commercio illegale di fauna e flora in via d’estinzione.

L'esposizione nasce grazie alla collaborazione del Bioparco con il Corpo forestale dello Stato, che ha donato al museo numerosi reperti provenienti dalle operazioni di contrasto del traffico illegale eseguite nell'ambito di CITES (Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora), la convenzione che regolamenta il commercio di migliaia di specie viventi, favorendo un uso sostenibile delle risorse naturali.
Si stima che, attualmente, siano conservati dal Corpo forestale dello Stato oltre 71mila reperti. L’Italia rappresenta, infatti, uno dei più importanti mercati di prodotti ed articoli derivati da specie animali e vegetali, il cui giro di affari, a livello internazionale, si aggira sui 260 miliardi di euro l’anno.  Basti pensare che solo nei primi sei mesi del 2013, la Forestale ha complessivamente accertato 5.095 reati ambientali e 13.970 illeciti amministrativi.

Sviluppata su circa 400 metri quadri, il Macri è diviso in sette sezioni: incendi, inquinamento e rifiuti, bracconaggio, taglio illegale, Cites, maltrattamento animale e tecniche investigative. In ogni area sono riprodotte le fattispecie criminali e i danni all''ambiente, per permettere ai visitatori di conoscere più da vicino fenomeni diffusi come i crimini ambientali e gli strumenti a disposizione dello Stato per combatterli. Un percorso pensato per tutti, con un'attenzione particolare per i più piccoli, perchè, come ha sottolineato il presidente Coccia: "È giusto che i bambini conoscano questa realtà in cui la criminalità organizzata guadagna sul maltrattamento animale e sulla deturpazione dell'ambiente. Cercheremo di far crescere i bambini con un'altra mentalità, con maggior rispetto per flora e fauna".
Il MACRI infatti non vuole essere solo un museo, bensì un polo didattico e informativo, aperto alle scolaresche che potranno fruire di uno specifico percorso didattico dedicato agli animali in via d’estinzione e alla tematica del commercio illegale di fauna e flora. Prevista anche la realizzazione di una emeroteca e una videoteca, che raccoglieranno contributi specialistici. Il Museo sarà aperto ad incontri e dibattiti legati alla legalità ambientale.
"Bisogna far capire - ha dichiarato  Cesare Patrone, Capo del Corpo forestale dello Stato - che il reato ambientale è di grandissimo impatto sociale. Bruciare un bosco crea questioni di tipo pubblico. E bisogna cambiare prospettiva anche riguardo al maltrattamento degli animali".


red/pc