Prociv al Viminale?
No grazie

Si susseguono le dichiarazioni contrarie all'ipotesi di un passaggio di deleghe in materia di Protezione civile dalla Presidenza del Consiglio al Ministero degli Interni. Anche Legambiente e l'RNRE esprimono parere sfavorevole

Continuano a sollevarsi voci contrarie all'ipotesi di un passaggio al Viminale della gestione della Protezione civile, attualmente in carico alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Dopo la dura nota del Dipartimento nazionale di Protezione civile che parlava di "un gravissimo errore, che potrebbe minare l'efficacia e l'efficienza dell'intero sistema di Protezione Civile", il disapppunto della Consulta del volontariato, la preoccupazione dell' ANPAS -Associazione Nazionale pubbliche Assistenze- e la contrarietà del CNSAS -Soccorso Alpino e Speleologico-, arriva parere avverso anche dal Direttore generale di Legambiente, Rossella Muroni.
''In un momento in cui il nostro Paese è colpito da calamità naturali che si trasformano in tragedie e in cui non si investe nella prevenzione e mitigazione dei rischi, sarebbe un gravissimo errore rinunciare a uno dei pochi elementi positivi che ci consente di rispondere alle emergenze in maniera efficace e tempestiva''.
''La nostra protezione civile - afferma Rossella Muroni - rappresenta una specificità positiva, considerata con ammirazione anche all'estero. Affidare la gestione di un sistema così articolato e complesso al Ministero dell'Interno, sarebbe come farlo tornare indietro di anni e soprattutto non si capisce quale utilità ne ricaverebbe il Paese. Per questo -conclude il Direttore di Legambiente- condividiamo la preoccupazione espressa dal Dipartimento della protezione civile e ci auguriamo che tale ipotesi non venga confermata''.
Anche l' RNRE -Raggruppamento Nazionale Radiocomunicazioni Emergenza-, esprime per voce del suo Presidente, Ing. Alberto Barbera la propria contrarietà: "una vera preoccupazione per le voci ricorrenti che porterebbero veramente il volontariato ad un salto indietro di molti anni".

Quanto siano fondate le voci relative ad un passaggio di deleghe ancora non è dato di sapere: la querelle sembra aver avuto inizio lo scorso 9 novembre, dopo una circolare inviata dal capo Gabinetto del ministero dell'Interno, Giuseppe Procaccini ,nella quale si faceva riferimento al ruolo dei prefetti che, "in qualità di autorità di protezione civile e, più in generale di autorità territoriali dello Stato, hanno il compito di garantire la tenuta del sistema e la tutela dell'incolumità delle persone dei beni, e questa funzione devono esercitare per un sempre miglior coordinamento dei diversi livelli territoriali di intervento sul piano della pianificazione e della gestione delle emergenze".

Il neo ministro dell Interno, il prefetto Anna Maria Cancellieri, interrogata dai giornalisti a riguardo non si è sbottonata: "Queste decisioni spettano al presidente del Consiglio -ha detto- quindi noi ci atterremo a quello che deciderà il presidente del Consiglio e ci uniformeremo".
Ancora un nulla di fatto quindi, ma la sensazione è che la tentazione del Governo di riportare la Protezione civile al Viminale sia forte.

Ma come potrebbe avvenire il passaggio della Protezione civile al Ministero degli  Interni? Secondo il Sole 24 ore per il momento si può solo ipotizzare un passaggio del Dipartimento al Ministero dell'Interno, e che il Ministro, o un sottosegretario, ne assumano la delega. Oppure si può pensare ad un sottosegretario ad hoc presso palazzo Chigi o all'attribuzione di una delega al sottosegretario alla presidenza del consiglio, Antonio Catricalà.

Comunque, fra poco meno di mezz'ora, alle ore 19,  è prevista la nomina dei nuovi sottosegretari del governo Monti:  non resta che attendere il dettaglio delle nuove deleghe e competenze. 



Patrizia Calzolari