(Fonte foto: Dpc)

Proculther-net: concluso a Volterra il Protecting Cultural Heritage Course

Tra i 60 partecipanti, esperti in gestione del rischio e rappresentanti del mondo della protezione civile e dei beni culturali

Si sono concluse a Volterra, in Toscana, le attività del Protecting Cultural Heritage Course realizzato nell’ambito del progetto europeo PROCULTHER-NET, coordinato dal Dipartimento della Protezione Civile e cofinanziato dalla Direzione generale per la protezione civile e le operazioni di aiuto umanitario della Commissione europea.

Proteggere il patrimonio culturale nei disastri
Alle due sessioni del corso che come anticipavamo si sono svolte dal 6 al 10 marzo e dal 20 al 24 marzo, hanno partecipato numerosi Paesi e Istituzioni europee, a conferma di una crescente attenzione, anche a livello internazionale, sui temi della capacità di risposta e della salvaguardia del patrimonio culturale in emergenza. Tra i 60 partecipanti, esperti in gestione del rischio, protezione civile e beni culturali in rappresentanza di ben 24 Paesi del Meccanismo Unionale di Protezione Civile, ma anche professionisti appartenenti alle Nazioni Unite e a Organizzazioni non governative e umanitarie. Il corso è stato arricchito anche dal messaggio di Erkan Doganay, focal point del progetto PROCULTHER-NET per la Turchia, nonché esperto nella gestione delle emergenze, che è intervenuto in collegamento, durante i lavori della prima sessione, per portare una testimonianza diretta dai territori duramente colpiti dal sisma del 6 febbraio scorso evidenziando le attività realizzate dai soccorritori turchi e internazionali, nonché le attività poste in essere per prendersi cura del patrimonio culturale colpito dal disastro.

Modalità e luogo dell’esercitazione
Entrambe le sessioni hanno impegnato i corsisti in una prima fase di formazione in aula cui sono seguite attività laboratoriali, dimostrazioni ed esercitazioni pratiche per apprendere le misure per la salvaguardia del patrimonio culturale immobile, mobile e intangibile. In particolare, presso la Siaf - Scuola Internazionale di Alta Formazione di Volterra si sono svolte le lezioni tenute da esperti dei Partner del Consorzio del progetto PROCULTHER-NET e da consulenti ed esperti del Centro di coordinamento della risposta alle emergenze del Meccanismo Unionale di Protezione Civile e dell’UNESCO. L’Italia ha contribuito con formatori provenienti dal Dipartimento della Protezione Civile, dal Ministero della Cultura, dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e dall’Istituto Centrale per il Restauro.



La Badia Camaldolese, un monastero dell’XI secolo situato poco al di fuori delle mura di Volterra, è stata invece il teatro di una prima attività pratica che ha permesso a tutti i partecipanti, divisi in squadre con competenze miste, di testare le nozioni acquisite nell’ambito della tutela dei beni culturali immobili in situazioni di emergenza. A conclusione di ogni sessione è stata poi organizzata un’esercitazione che ha previsto due diversi scenari nella città di Volterra, il Palazzo dei Priori il 10 marzo e la Pinacoteca - Museo Civico il 24 marzo, in cui i corsisti hanno potuto mettere in pratica quanto appreso nelle giornate precedenti, simulando le operazioni di messa in sicurezza di beni mobili a rischio. Il Protecting Cultural Heritage Course, organizzato nel quadro della Union Civil Protection Knowledge Network, è stato il primo corso europeo interdisciplinare interamente dedicato alla protezione dei beni culturali a rischio e ha rappresentato una preziosa occasione di confronto tra istituzioni ed esperti per rafforzare e ampliare la comunità internazionale dedicata alla protezione del patrimonio culturale in situazioni di emergenza.

red/gp

(Fonte: Dpc)